giovedì 18 luglio 2019,
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Sperlonga scopre il Mito di Andromeda

scritto da Redazione
Sperlonga scopre il Mito di Andromeda

Nella riviera del mito di Ulisse, grazie all’intuizione e al lavoro dell’archeologa Marisa De’ Spagnolis, riemerge il mito Andromeda.
L’unica statua che lo rappresenta, ritrovata nei pressi della Villa di Tiberio, e conservata presso il Museo Archeologico.

La mostra in collaborazione con gli artigiani del corallo di Torre del Greco, avrà luogo dal 18/05 al 27/07

Il Sindaco Armando Cusani: “Un grande evento, che valorizza in particolare l’Andromeda e più in generale lo straordinario patrimonio archeologico, storico-culturale, ambientale di Sperlonga e dell’intero comprensorio della Riviera di Ulisse.
Non conoscevo l’importanza e la forza di questo mito per Sperlonga prima che la dott.ssa De’Spagnolis mi proponesse questa manifestazione. La statua di Andromeda di Sperlonga conquista oggi dunque il prestigio che le è dovuto e si arricchisce di senso grazie alla narrazione e alla divulgazione che siamo orgogliosi di proporre al pubblico” .

LA MOSTRA

Il Comune di Sperlonga, che conserva nelle collezioni del suo Museo Archeologico Nazionale l’unica statua di Andromeda legata ad uno scoglio, valorizza la scultura e il mito ad essa collegato con una mostra della durata di circa 3 mesi (18 maggio – 27 luglio 2019). L’esposizione riguarderà oggetti di corallo, creazioni di artigiani e da noti artisti di Torre del Greco che hanno per tema il mito della liberazione di Andromeda da parte di Perseo, l’eroe che era riuscito a uccidere la Medusa. Il mito della Gorgone Medusa ricorre spessissimo nelle creazioni degli artisti di Torre del Greco tra cui Carlo Parlati, così anche quello di Perseo.
La mostra, che si svolgerà in collaborazione con l’Istituto d’arte di Torre del Greco ed ASSOCORAL, getta nuova luce sulla figura di Andromeda, valorizzando l’unica scultura esistente di questo personaggio (il mito compare in diversi affreschi dalle città vesuviane e ha conosciuto grande successo in opere dal XVI-al XIX secolo). D’altra parte vuole far conoscere le realizzazioni in corallo la cui origine è strettamente legata al nostro mito.
La mostra intende altresì essere di stimolo a incentivare scavi archeologici subacquei alla ricerca degli altri due elementi facenti parte del gruppo di Andromeda, cioè Perseo e Cetus, il mostro marino, di cui non si ha notizia.

IL MITO:

Si tratta di un mito affascinante. L’eroe Perseo, di ritorno dall’impresa contro Medusa, mentre sorvolava le coste etiopi, vide una bellissima fanciulla, Andromeda, incatenata ad uno scoglio. La giovane era figlia dei re d’Etiopia, Cefeo e di Cassiopea. Quest’ultima per essersi vantata di essere la più bella delle Nereidi fu punita dal dio Poseidone, che inviò in quelle terre un terribile mostro marino Cetus, che devastava ogni cosa. In seguito al responso di un oracolo che aveva detto che per placare l’ira di Poseidone bisognasse offrire Andromeda in pasto al mostro, la fanciulla fu legata ad una roccia per il sacrificio.
Perseo, incuriosito e colpito dalla bellezza di Andromeda, si offrì volontario per liberare la giovane da questa terribile sorte, e si impegnò ad uccidere il mostro in cambio della mano di Andromeda.
Perseo allora si accostò al mostro, lo uccise pietrificandolo con la testa della Gorgone e liberò Andromeda. Sconfitto il mostro marino, Perseo poggiò la testa di Medusa in terra per sciacquarsi le mani; al contatto con il sangue della Gorgone, alcune alghe si pietrificarono trasformandosi in corallo.
Il poeta Ovidio nelle Metamorfosi e Plinio il vecchio nella Naturalis historia riconoscono al corallo la stessa genesi mitica, e cioè che il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa, si trasformò in corallo.

L’ANDROMEDA DI SPERLONGA

La scultura esposta fino al 1934 nel Municipio di Sperlonga, successivamente portata nel Museo Nazionale di Napoli, conservata nel magazzino Vanella, oggi finalmente è esposta nel Museo archeologico Nazionale di Sperlonga. Essa raffigura una fanciulla alta m.1,70, stante con le braccia alzate con i segni delle catene che la legavano ad una roccia. La testa e le braccia sono in marmo bianco mentre il vestito è in marmo grigio. La scultura viene datata all’inizio del II secolo. Essa proveniva dal promontorio Ciannito vicino la grotta dell’imperatore Tiberio ed era destinata ad essere vista dal basso.

*La mostra, ideata e curata dall’Archeologa Marisa de Spagnolis (già direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga), sarà allestita all’interno dell’Antica Chiesa di Sperlonga, posta nel cuore del centro storico verrà ufficialmente inaugurata il 18 maggio alle ore 11.00 e sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 27 luglio..

L’evento, promosso dall’Amministrazione Comunale di Sperlonga, gode del Patrocinio di: MIBAC-Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio – Comitato Promotore “Lavorazione artigianale del Corallo e del Cammeo del Corallo e del Cammeo”, patrimonio dell’Umanità, ASSOCORAL (Associazione Produttori Corallo e Cammei) e della prestigiosa scuola I.S.F. F.DEGNI di Torre del Greco.

 

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