mercoledì 12 dicembre 2018,
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Sperlonga – Gaeta. “Corruzione e truffa nei lavori della scuola e della palestra”

scritto da Redazione
Sperlonga – Gaeta. “Corruzione e truffa nei lavori della scuola e della palestra”

Corruzione e truffa nei lavori della scuola e della palestra, arrestati Pietro e Francesco Ruggieri. I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, nelle prime ore della mattinata odierna, hanno proceduto al sequestro della nuova ala del polo scolastico denominato “Sottotenente Alfredo Aspri” di Sperlonga (LT), nonché della palestra del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Gaeta (LT).

Nel corso degli approfondimenti susseguenti all’indagine “Tiberio” (che il 16 gennaio 2017 aveva portato all’esecuzione di 10 misure cautelari per reati contro la pubblica amministrazione) il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e la Compagnia di Terracina hanno accertato che due imprenditori di Formia (LT), RUGGIERI Pietro 70enne, ed il figlio Francesco, 38enne, avevano ottenuto l’appalto di ampliamento, messa a norma e adeguamento dell’ “Aspri” (circa 900.000 euro, tratti da fondi europei) non solo promettendo denaro all’allora responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Sperlonga (che era anche architetto presso il Settore politiche della scuola, fabbricati ed energia dell’amministrazione provinciale, tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Tiberio”), ma anche presentando un’offerta al ribasso fuori mercato. A questo punto, per ottenere un congruo risparmio, avevano eseguito numerose lavorazioni in difformità dal progetto e con l’impiego di materiali non previsti. Gli stessi imprenditori avevano anche ottenuto dalla Provincia, con gli analoghi metodi delittuosi, l’appalto per l’ampliamento e completamento della palestra del “Fermi” (circa 290.000 euro).

I correi sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere per corruzione, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture e truffa, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura. Arrestati, sono stati associati alla casa circondariale di Latina.
Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 20 carabinieri del comando provinciale.

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