lunedì 26 Settembre 2022,

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Sezze, si continua a consumare il territorio con colate di cemento

scritto da Redazione
Sezze, si continua a consumare il territorio con colate di cemento

La penalizzazione  dei centri insediativi originari con il disinteresse per le loro condizioni di vivibilità, provocando degrado e disagio sociale, favorisce e giustifica, in una logica finalizzata esclusivamente ad interessi altri, la cementificazione del territorio e l’esodo forzoso dei residenti verso nuovi insediamenti. In questa ottica Movimento Libero Iniziativa Sociale legge l’attacco portato al territorio di Sezze tramite politiche da mattone selvaggio. Come interpretare diversamente, ad esempio, il nuovo piano regolatore proposto dall’attuale amministrazione Campoli, quando prevede migliaia di metri cubi di cemento su terreni agricoli in zona Sezze Scalo? Si proseguirebbe in una logica che è la stessa che ha condotto alla devastazione di aree come quella di Sedia del Papa o della ex “lottizzazione Boffi”, una volta a destinazione verde per il notevole interesse paesaggistico. Sezze è un paese di 25.000 abitanti che ha tuttora capacità abitative notevolmente superiori rispetto a tale cifra. Amministratori oculati e veramente interessati alla tutela ed alla salvaguardia della città e del suo comprensorio, avrebbero indirizzato verso il recupero ed il rilancio dell’esistente, dal centro storico alle sue periferie, il proprio impegno di governo, con un piano che, stoppando definitivamente la speculazione edilizia, fosse finalizzato finalmente alla creazione di un paese bello nella valorizzazione delle sue architetture e piacevole per i residenti, con una qualità di vita alta. Non è questa la direzione assunta da anni a Sezze e purtroppo è quella sulla quale si sta proseguendo. Cosa può esserci dietro alcuni fenomeni negativi che appaiono indotti? Perché non è stata mai seriamente affrontata la problematica riferita alla viabilità in genere ed in particolare ai parcheggi? Perché Sezze è il centro che registra la percentuale più alta in tutta la provincia di Latina di presenze straniere? Perché non sono mai stati utilizzati i fondi europei previsti per il recupero dei centri storici, spesso a fondo perduto in favore dei residenti? Perché si sono lasciate tante zone sia del centro che dei quartieri periferici, densamente abitate, senza opere di urbanizzazione primaria e secondaria? Perché ancora esistono fogne a cielo aperto? Perché non si interviene con l’ordinaria manutenzione, lasciando tombini occlusi e pantegane che scorazzano nelle vie? Perché il Codice della Strada sembra essere un optional? E potremmo continuare. Non a caso tante abitazioni, in particolare nel cuore della città, hanno in bella evidenza il cartello “vendesi”. A fare da contraltare a questa realtà, ce n’è un’altra: quella delle palazzine di nuova concezione che continuano a nascere come funghi. Zone che dovevano essere valorizzate per le loro bellezze naturali, sono state invece ferocemente lottizzate, per favorire nuovi insediamenti ed esodi nell’ambito della medesima popolazione. Che spiegazione si può dare ad un tale fenomeno? Chi di competenza ha delle risposte?

Movimento Libero Iniziativa Sociale

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