sabato 28 Novembre 2020,

Cronaca

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Sezze. La sparatoria tra bande di pusher ha fatto due morti

scritto da Redazione
Sezze. La sparatoria tra bande di pusher ha fatto due morti

Una resa dei conti tra spacciatori. Una partita di stupefacente non pagata che ha scatenato la furia tra due bande rivali in provincia di Latina. A morire in una sparatoria la scorsa notte in una stazione di servizio a Sezze, Alessandro Radicioli, freddato sul colpo, e Tiziano Marchionne, deceduto dopo l’arrivo in ospedale. Entrambi sono stati uccisi con alcuni colpi di pistola sul volto. Una terza persona, Gianluca Ciprian, rimasto ferito ad un braccio, ha tentato di fuggire ma poco dopo è stato rintracciato dai carabinieri e trasportato in ospedale. Per il duplice omicidio i carabinieri del comando provinciale di Latina hanno fermato tre persone: i fratelli Stefano e Maurizio Botticelli e Umberto Gori. Mentre è al vaglio la posizione di una terza persona, Enrico Botticelli, che avrebbe preso parte al regolamento di conti tra due bande rivali. Secondo la ricostruzione, il duplice omicidio è nato per un debito che i due fratelli Botticelli avevano contratto con la banda rivale, forse una partita di droga non pagata. “Spacciatori di alto livello”, li hanno definiti gli investigatori, in lotta forse non solo per un debito non onorato ma anche per il territorio. Le due bande si sono date appuntamento alla stazione di servizio per “chiarire” la questione. Ma saltato l’accordo e non ripianato il debito i sette pusher, armati, hanno scatenato una sparatoria nella quale Radicioli e Marchionne, entrambi già noti alle forze dell’ordine per spaccio di stupefacenti, sono rimasti uccisi. Tre pattuglie dei carabinieri sono riuscite a fermare poco dopo i due fratelli Botticelli, mentre i sanitari del 118 hanno tentato di rianimare Tiziano Marchionne e una seconda ambulanza ha soccorso il ferito. Durante la notte sono scattati immediatamente gli interrogatori e le perquisizioni. I militari, coordinati dal comandante provinciale Giovanni De Chiara, hanno sequestrato tre fucili e altrettante pistole sulle quali saranno effettuati gli esami balistici. Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini immortalate dall’impianto di videosorveglianza della stazione di servizio. Intanto il prefetto di Latina, Antonio D’Acunto ha convocato subito un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza anche perché la sparatoria della scorsa notte e i due morti potrebbero scatenare una guerra più ampia e sanguinosa in un territorio già ad alta infiltrazione criminale. Al termine del comitato il sottosegretario Carlo De Stefano ha assicurato un rafforzamento “dell’attività di controllo del territorio attraverso un potenziato impiego del Reparto prevenzione crimine di Roma e una più incisiva azione di prevenzione”. Secondo alcuni dati diffusi dall’associazione Libera le operazioni antidroga in Provincia di Latina nel 2011 sono aumentate del 45% e questa provincia, assieme al Lazio, “è diventata nodo nevralgico del narcotraffico”.

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