giovedì 16 agosto 2018,
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Sanità regionale. “Simeone (FI): servizi spelcacchiati”

scritto da Redazione
Sanità regionale. “Simeone (FI): servizi spelcacchiati”

“La propaganda elettorale del presidente Zingaretti è stata smascherata anche dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica sul rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2016. Forse il presidente confidando nel fatto che nessuno si sarebbe messo a leggere le circa mille pagine del documento, arrivato solo in queste ore, sperava di poter continuare indisturbato ad annunciare i miracoli compiuti. Miracoli inesistenti e scelte politico amministrative pesantemente bocciate dall’organismo di controllo contabile che ha rilevato quanto, purtroppo, sottolineiamo da sempre cioè la totale assenza di pragmatismo e programmazione concreta da parte di chi governa la Regione Lazio. Zingaretti, in cinque anni, per la sanità fatta eccezione per i tagli lineari e le promesse mancate non ha fatto nulla ipotecando di fatto l’uscita dal commissariamento. Tanto che l’unico miracolo compiuto è in salsa elettorale con un governo, di centrosinistra, che nel tentativo di dare qualche chance al presidente alle imminenti elezioni si è trasformato in Nostradamus annunciando l’uscita dal commissariamento a dicembre 2017 ma con decorrenza dal primo gennaio 2019. La Corte, infatti, da una parte rileva il miglioramento dei conti nella sanità ma contestualmente evidenzia che in questi cinque anni non sono state gettate le basi per consentire a questo settore di camminare sulle proprie gambe dopo la fine del commissariamento. Tanto che la Corte afferma che “la previsione di fuoriuscita dal commissariamento induce la Sezione ad operare un’attenta verifica in merito all’effettiva traduzione dell’equilibrio contabile in un equilibrio economico sistemico a livello regionale e degli enti del sistema sanitario regionale che risulti strutturale e, di conseguenza, sostenibile anche oltre i confini del Piano di rientro dal disavanzo”. Tradotto: la sanità nel Lazio continua a mostrare numerose criticità in termini di qualità ed efficienza delle prestazioni che rischiano di essere affossate definitivamente, anche dopo l’uscita dal commissariamento, perché non esiste una programmazione concreta, perché i piani operativi, altro rilievo della Corte, sono incomprensibili e difficilmente attuabili anche da parte degli addetti ai lavori. La Corte mette in discussione anche il raggiungimento effettivo degli steps prefigurati nel rientro dal deficit che richiedono “l’adozione di stabili misure strutturali a fronte di una previsione in termini tendenziali (al netto delle manovre) di segno negativo”. Se a questo aggiungiamo la pesante critica mossa alla cosiddetta legge sul Welfare del 2016 che non contiene altro se non enunciazioni di principio prive di qualsiasi supporto in termini di risorse, il fallimento del presidente Zingaretti è servito. Quello che spiace constatare è che a pagarne le spese siano solo e sempre i cittadini del Lazio inondati di pubblicità elettorale a danno di qualsiasi reale cambiamento e miglioramento dei servizi nella sanità. Il quadro rappresentato resta segnato da tante, troppe, criticità irrisolte proprio a causa dell’inconsistenza di interventi mirati da parte di questa Regione che vanno dalla creazione di una rete assistenziale territoriale, capace di drenare il sovraffollamento degli ospedali, alla carenza di azioni sul piano strutturale, del personale, dell’abbattimento delle liste di attesa. Zingaretti di fatto ha regalato in questi cinque anni lo “spelacchio” sanità. I cittadini aspettavano miglioramenti, si ritrovano solo con un mucchio di rami secchi tra i quali il primo da tagliare è proprio Zingaretti”.

 

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

 

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