mercoledì 18 settembre 2019,
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Sanità regionale, Lega Lazio “PPI tagliati, Zingaretti mente”

scritto da Redazione
Sanità regionale, Lega Lazio “PPI tagliati, Zingaretti mente”

”Le bugie hanno le gambe corte, ma Nicola Zingaretti e
l’assessore Alessio D’Amato possono vantare una faccia di bronzo che
non ha eguali: i Punti di primo intervento, 11 su 12 nel Lazio,
saranno chiusi entro dicembre e, intanto, dal piano varato ad agosto
si annunciano nero su bianco entro il 2021 di altre 14 Case della
salute, strutture ancora misteriose e bocciate dai sindacati di
categoria, sulle 19 realizzate. Caro Zingaretti, ne avevi annunciate
ben 48 nel 2013 da inaugurare nel 2014 e forse saranno 33 nel 2021.
Insomma, quindici in meno dopo quasi sette anni!”. Lo denuncia in una
nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando
Tripodi, che ha richiesto un’audizione urgente in commissione delle
parti coinvolte e ha presentato una mozione a tutela dei Ppi approvata
all’unanimità.
”La forbice di Zingaretti non risparmierà i ppi di Palombara Sabina,
Magliano Sabina, Ronciglione e Montefiascone in linea con il caos
generato ad Anagni attraverso l’attivazione del presidio ambulatoriale
territoriale – sostiene ancora Tripodi, che presenterà
un’interrogazione nelle prossime ore e solleciterà il Presidente della
commissione Sanità a convocare l’audizione – però l’emblema è la
provincia di Latina che perderà i punti di Cori, Cisterna di Latina,
Gaeta, Minturno, Priverno, Sabaudia e Sezze! Infatti proprio in queste
ore dall’Asl di Latina assicurano che ci sarà un potenziamento delle
Case della Salute, come riportato nella delibera n.849 e nel documento
pubblicato sull’albo pretorio dell’azienda, ma ad oggi non sono state
realizzate. Basti pensare che quella di Sezze, la prima inaugurata nel
Lazio da Zingaretti, ha subito un crollo da oltre quattro anni e
l’area è ancora interdetta! Questa è la sanità di Zingaretti che
merita di andare a casa, invece prima una truppa di consiglieri eletti
nel centrodestra e ora i 5 Stelle preferiscono mantenere in vita
questa sciagurata gestione. Una certezza caro Zingaretti e cara
Lombardi: siamo pronti alle barricate!”, conclude Tripodi.

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