martedì 14 agosto 2018,
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Sanità. Caos nei pronto soccorso della Regione, aumentano le barelle e le criticità

scritto da Redazione
Sanità. Caos nei pronto soccorso della Regione, aumentano le barelle e le criticità

“Sulla gestione dei pronto soccorso e della sanità del Lazio leggendo le dichiarazioni del presidente Zingaretti viene solo da dire “è un incubo o son desto”. Il presidente ormai del tutto invaso dal sacro fuoco elettorale si prodiga a destra e a manca per dire che la sanità del Lazio è in netta risalita mettendo davanti a tutto l’uscita dal commissariamento ma omettendo di sottolineare che avverrà, se nulla cambia in oltre dodici mesi, a partire dal primo gennaio 2019. Fermo restando che l’uscita dal commissariamento è la tappa auspicata da tutte le forze politiche, al di là dello schieramento, nell’esclusivo interesse dei cittadini non possiamo esimerci dal sottolineare che nella sanità del Lazio non va tutto bene. Va tutto peggio. A partire dalla situazione, costantemente in emergenza dei Pronto soccorso che ogni anno, con un’accelerazione proprio in questo periodo in concomitanza con i picchi influenzali, mostra ulteriormente le proprie criticità. Criticità che se fossero state affrontate e risolte solleverebbero in primis i medici, gli infermieri, i tecnici e i pazienti da quel tour all’Inferno che i Pronto soccorso sono diventati. I problemi sono di natura strutturale. Legati all’inadeguatezza dei locali e alla mancanza, come evidente al santa Maria Goretti di Latina e negli ospedali del Lazio, di posti letto adeguati a recepire il flusso di pazienti. Emergenza che, come apprendiamo dalla stampa, la Regione targata Zingaretti vorrebbe risolvere prevedendo che ogni struttura ospedaliera “dovrà avere pronte un numero di barelle necessario per liberare quelle delle ambulanze e permettere ai mezzi di soccorso di ripartire”. E che i pazienti cosiddetti “in destinazione” vengano collocati nei reparti con l’eventuale aggiunta di letti di appoggio in reparti di diversa competenza”. Un vero e proprio colpo di genio verrebbe da dire. Sostanzialmente Zingaretti vorrebbe colmare i gap dei Pronto soccorso aumentando il numero di pazienti sistemati sulle barelle che rappresentano, perché privi dei servizi ausiliari come l’accesso all’ossigeno e il campanello per allertare i medici, che possa esistere.  Praticamente Zingaretti aumenta i posti in un parcheggio già intasato andando a rendere i già esigui spazi a disposizione sempre più contingentati continuando a privare i pazienti della dignità e della privacy che meriterebbero, non risolvendo il problema della promiscuità tra patologie diverse e rendendo il già complicato compito del personale medico ed infermieristico un terno a lotto per impraticabilità degli spazi. Inoltre ricordiamo a Zingaretti che prevedere dimissioni “lampo” è facile sulla carta ma complicato nei fatti perché prevede un’accurata valutazione dei pazienti e del loro quadro generale. Siamo di fronte, come accaduto negli anni passati, a non soluzioni ma a vere e proprie complicazioni degli affari semplici la cui soluzione ricadrà, al fine di dare adeguata assistenza ai pazienti, solo sul personale medico già in affanno a causa del cronico sottodimensionamento delle piante organiche. Tra l’altro ricordiamo a Zingaretti che il Santa Maria Goretti di Latina, al di là di quello che afferma sulla stampa, è ancora ben lontano dal diventare Dea di II livello, con locali e reparti che continuano ad essere costellati da file interminabili di barelle e letti di fortuna. Ricordiamo a Zingaretti e a tutto il centrosinistra che i pazienti non sono numeri e il personale medico ed infermieristico, che ribadisco sono i veri eroi su cui regge la sanità della provincia di Latina e del Lazio, non è un automa. La sanità ha bisogno di qualcosa di più del ragioniere Zingaretti, ha bisogno di serietà ed impegno che questa Regione in cinque anni non è riuscita ad offrire”.

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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