giovedì 21 novembre 2019,
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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

Trivelle; Emiliano (pres. Regione Puglia) a Radio Cusano Campus: “Se Renzi ha sbagliato a dire che il referendum è inutile? La domanda è inammissibile perchè contiene la risposta“. Sul dossier Delrio: “Grave se si fosse rifiutato di andare a Cutro
Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (PD) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito all’intervento del Presidente della Consulta sul Referendum. “Chiunque abbia una cultura istituzionale e costituzionale, non può che dire che al referendum si deve andare a votare –ha affermato Emiliano-. Chi ha una concezione diversa non ha idea di quanto è stato difficile introdurre nella Costituzione questi elementi di democrazia diretta e quanto siano costati a chi condusse la lotta di resistenza e a chi ha scritto la Costituzione. Bisognerebbe custodirli come oggetti preziosi e delicatissimi. Quello che non può succedere è che i cittadini pensino che un referendum sia inutile. Posizione di Renzi sbagliata? La domanda è inammissibile perché contiene la risposta…”.
Intercettazioni. “Quando un politico viene coinvolto dalle intercettazioni –ha affermato Emiliano- deve avere la forza di resistere. Quando non hai nulla da nascondere non devi temere. Le cariche pubbliche sono molto impegnative, perché sacrifichiamo la nostra vita privata nell’esercizio di questa funzione. Dobbiamo accettare che anche una cosa privata possa emergere. Non ce l’ha prescritto il medico di fare politica. Nel momento in cui le intercettazioni vengono utilizzate per diffamarti, esiste il reato di diffamazione. Se qualcuno ti calunnia, esiste il reato di calunnia. La dichiarazione del neo presidente dell’Anm mi è sembrata quella più giusta, cioè che esistono tutte le norme per sanzionare chi fa uso scorretto di intercettazioni telefoniche. Quando vivi una vita pubblica e qualcuno parla di te al telefono, ci sono volte che ti può andare bene e altre che ti può male. A me è capitato di ricevere complimenti e a volte calunnie. Quando le persone parlano di un’altra persona non sempre è oro colato. Quando invece sei coinvolto direttamente e fai qualcosa di scorretto è giusto che i cittadini lo sappiano. Se un fatto ha rilievo penale non c’è alcun motivo per impedirne la pubblicazione se non lede il segreto istruttorio. Se invece è un evento assolutamente privato e irrilevante, per quanto grave dal punto di vista morale, sta alla magistratura e ai giornalisti non renderlo pubblico. Ma per questo esistono già norme sanzionatorie”.
Sul dossier Delrio. “Ho una fiducia assoluta in Delrio –ha affermato Emiliano-. Se il sindaco di Reggio Emilia, città gemellata con Cutro, si fosse rifiutato di andare a Cutro perchè la considera città di ndrangheta, io come italiano e meridionale mi sarei sentito offeso. Poi è chiaro che come in tutte le città, anche a Cutro ci sono soggetti criminali. La comunità di cutresi di Reggio Emilia è fatta di persone per bene, se Delrio si fosse rifiutato di andare avrebbe fatto una cosa di una gravità inaudita”.


Roma; Storace a Radio Cusano Campus: “Pronto a convergere su un candidato unico se c’è unità d’intenti. Meloni, Bertolaso e Marchini non hanno amministrato neanche un condominio, ma metto a disposizione la mia esperienza. Dimostrino di essere autonomi da Berlusconi e Salvini, bisogna fare in fretta“. Sulle parole di Salvini su Mattarella: “Vilipendio è roba da regime, ma Salvini è vittima di se stesso, avrebbe potuto cambiare la legge”.
Francesco Storace
, candidato sindaco a Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it) .
In merito alle elezioni amministrative a Roma. “Io non metto paletti –ha affermato Storace-, mi regolo con l’abc della politica. Non ho chiesto di parlare di organigrammi. Mi interessa capire se si possono fare 10 cose con un unico sindaco di centrodestra. Ho preparato un decalogo programmatico. Mi aspetto delle risposte, perché non hanno voluto fare le primarie e non hanno voluto rispondere al mio appello per incontrarci e metterci d’accordo. Dato che la Meloni è in testa ai sondaggi, sono disposti Bertolaso e Marchini a convergere su un programma? Io vorrei che questo grande schieramento si formi e si vada alla vittoria. Ognuno chiede agli altri 3 di ritirarsi e questo non va bene. Io non ho chiesto agli altri di ritirarsi in favore mio. Bisogna mettere fine a questa commedia. Non metto fretta a nessuno, però se anche questa settimana passerà così, e sarebbe folle, io non starò fermo. Se evitano persino di rispondere e di dare disponibilità ad un’unica candidatura, io mi candiderò per conto mio. Sul candidato da supportare ho preclusioni solo per Giachetti e Raggi, per il resto si prenda una decisione. Una volta a destra ci rimproveravamo tutti quanti, volevamo sempre il candidato perfetto mentre la sinistra votava chiunque. Invertiamo un po’ le parti stavolta. Io ho avuto un arretramento nei sondaggi nel momento in cui è scesa in campo la Meloni, che ha grandi risorse per giganteschi cartelloni con cui ha invaso le strade di Roma. Bisogna fare attenzione a non trascurare voti che possono essere determinanti e decisivi per arrivare al ballottaggio. Le differenze ci sono con tutti, altrimenti non mi sarei candidato, però bisogna pensare più alla prospettiva finale. Con la Meloni non sono riuscito a farci un partito, su Bertolaso e Marchini ho dei dubbi, però non mi va neanche di perdere. La condizione base è la reciprocità nelle intenzioni. Io ho tentato di bypassare il problema Salvini e Berlusconi, proponendo incontri tra i candidati, ma evidentemente c’è chi non ha autonomia. E l’autonomia è fondamentale per amministrare la città. Loro non hanno mai amministrato neanche un condominio. Bertolaso ha amministrato la protezione civile dove c’è solo somma urgenza, non ci sono le regole che ci sono al Comune. Vengono da mondi estranei a questo tipo di amministrazione. Io comunque sono disposto a portare la mia esperienza anche senza dover per forza essere la prima donna. Però bisogna sbrigarsi. Credo che quando si va al governo di Roma sarebbe folle rischiare di accanirsi contro chi ha esperienza, abbiamo già provato il nuovo a Roma che era Ignazio Marino, il candidato del Pd per l’antipolitica. Si è visto poi come è andato a finire”.
Sulle critiche di Salvini al Presidente della Repubblica che potrebbero costargli l’accusa di vilipendio, come accadde a Storace con Napolitano. “Il 5 giugno si vota e io 3 giorni prima ho la sentenza del processo di appello su Napolitano per vilipendio –ha affermato Storace-. Un parlamento inerme che spreca mesi per parlare di sesso o di condizioni civili, non ha varato norme per togliere di mezzo il vilipendio che prevede pene fino a 5 anni. Ve lo immaginate Salvini condannato a 5 anni per vilipendio? Al Senato hanno approvato una norma per riformare questo istituto, alla Camera questa norma è ferma chissà dove. Salvini è vittima di se stesso, perché avrebbe potuto cambiare la norma. Non c’è stato un cristiano che si sia mosso per far passare una norma che perlomeno riduca la condanna quando si tratta di critica politica. Al momento è il ministro della giustizia che decide se è vilipendio o no. Su queste cose non si può procedere d’ufficio. Dovrebbe essere il Capo dello stato che, se si sente offeso, decide di querelare. Al momento chi sta all’opposizione deve stare attento a rimproverare chi sta al governo o chi presiede la Repubblica. Probabilmente le parole di Salvini sono andate un po’ oltre, ma ci deve essere la possibilità di criticare altrimenti siamo in un regime”.


Irene Pivetti (Noi con Salvini) è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it) .
Su Roma. “Roma la sento ormai la mia città pur essendo romana d’importazione –ha affermato Pivetti-. A differenza dei latini, la vedo bella e nuova tutti i giorni. Ho imparata ad amarla attraverso agli occhi di mio figlio che è nato qui, è romano e romanista. L’anima di Roma è plurale, ha una grandissima identità ma non ti chiede di rinunciare alla tua, la ingloba. C’è un federalismo romano. Questa città però merita di essere più splendente di così. Non la si può gestire come una città normale. Non ha bisogno solo dell’ordinaria manutenzione, ma anche di una visione strategica”.
La spaccatura nel centrodestra. “L’obiettivo comune è di dare a Roma un governo buono di centrodestra –ha affermato Pivetti-, però questo risultato non si può ottenere correndo divisi. Ci vorrebbe un po’ di ragionamento. Chi ha competenze di buona o ottima amministrazione non è detto che debba essere la figura politica di riferimento. Qui la rissa non dev’essere per chi fa il capoclasse ma per la squadra che vince. Bisognerebbe ricordarsi più degli obiettivi comuni. Confido molto nel buonsenso di Silvio Berlusconi. Alessandro Magno è diventato grande perché mediava. Io stessa mi sono candidata a sindaco, ho avuto un buon risultato, ma quando si è candidata la Meloni non ci ho pensato un attimo a candidarmi io contro di lei. Se dici di essere di centrodestra devi seguire delle logiche coerenti di costruzione del centrodestra e in questo Salvini è stato molto leale. Ha detto che Bertolaso non lo convince e ha deciso di appoggiare la Meloni. Bertolaso può essere un ottimo city manager ma non ha la statura di politico, lo si capisce ogni volta che apre bocca. Se gli alleati non si sono allineati, Berlusconi dovrebbe usare l’arte della mediazione che non vuol dire ridimensionare la leadership. Vuole dire spostare la leadership da verticale e perdente ad una orizzontale e vincente. Bertolaso non è mai stato appoggiato da tutti. Salvini, 10 minuti a tavola con Berlusconi, ha detto che Bertolaso poteva andare, ma questo non vuol dire che aveva avallato la candidatura. Da che mondo è mondo le coalizioni politiche sono governate dai segretari dei partiti politici. Se uno non è d’accordo su un candidato si sceglie un altro candidato. Tra FI e Lega c’è sempre stato amore/odio, però infondo grande amore, come tutte le coppie interessanti c’è un po’ di dialettica. E’ la coppia di fatto più duratura nella storia d’Italia. L’amore non è bello se non è litigarello. Alla fine siamo ancora qua e per questo sono fiduciosa”.


IL RACCONTO DI ROTONDI A RADIO CUSANO CAMPUS: “UNA BAMBINA A SCUOLA HA FATTO PIANGERE MIA FIGLIA: LE HA RUBATO UNA PENNA E LE HA DETTO CHE TANTO AVREBBE POTUTO RICOMPRARLA, VISTO CHE SUO PADRE E’ UN POLITICO E QUINDI FA IL LADRO. SI SONO ACCAPIGLIATE, LA BIMBA HA PIANTO. HA 10 ANNI MA E’ GIA’ BERLUSCONIANA, SILVIO HA UNA QUALITA’ UMANA SPECIALE CON I BAMBINI”
Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia e Presidente di Rivoluzione Cristiana, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Rotondi, attaccando l’antipolitica, annuncia che sta scrivendo un libro che si chiamerà Meglio la Casta, e racconta cosa è accaduto alla sua bambina di dieci anni, “derubata” qualche giorno fa a scuola da una amichetta: “Sfido l’antipolitica a tal punto che smetto di nascondermi e sto scrivendo un libro dal titolo Meglio la Casta. Una bimba, qualche giorno fa a scuola, ha rubato dall’astuccio una penna a mia figlia. Mia figlia le ha chiesto come mai lo rubasse proprio a lei e l’altra ha risposto che lo aveva preso a lei in quanto figlia di un politico che ruba e che quindi l’avrebbe potuta ricomprare. Se una bimba di 10 anni ha in mente una equazione semplice e cioè che un politico è uno che ruba, pensate che danno ha fatto l’antipolitica. Ormai l’opinione generale è che la politica sia ormai il mestiere di chi ruba soldi alla collettività. Mia figlia ha pianto sul momento, perché avevano chiamato ladro il suo papà e poi ha pianto anche perché la maestra ha messo una nota a tutte e due le bambine, che si sono accapigliate e tirate i capelli. Poi hanno fatto pace, per fortuna“.
Rotondi, poi, ha confessato che la sua bambina è particolarmente affezionata a Silvio Berlusconi: “Mia figlia è berlusconiana. Qualche tempo fa ho dovuto convincerla a non pubblicare su Facebook un selfie con Berlusconi. Già a dieci anni, come vede Silvio in televisione mi chiama. Forse lo vede come un nonno. Berlusconi ha una qualità umana speciale con i bambini“.


AMMINISTRATIVE, SALVINI A RADIO CUSANO CAMPUS: “MILANO? BENE PASSO INDIETRO DI PASSERA, SOSTENIAMO COMPATTI PARISI, SA COSA FARE SU CASE POPOLARI, MEZZI PUBBLICI E CAMPI ROM. ROMA? L’UNICA CHE PUÒ BATTERE PD E 5 STELLE È MELONI, FACCIAMO TUTTI MEZZO PASSETTO INDIETRO PER IL BENE DELLA CITTÀ. BERTOLASO IN SQUADRA? NON METTO VETI A NESSUNO. SARÒ NELLA CAPITALE IN PRIMA PERSONA, TRA PIAZZE, MERCATI E QUARTIERI“.
Matteo Salvini è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Salvini ha parlato ancora una volta dei dissapori avuti con i centri sociali: “Quelli che hanno sbagliato e invece di portare il letame da me lo hanno portato in un posto dove c’era una manifestazione del Pd? Un piccolo sorriso questa vicenda me lo ha strappato, ma è durato davvero poco. Poi c’è tanta rabbia. A Rimini hanno mandato una poliziotta in ospedale fratturandole il coccige con venticinque giorni di prognosi, un conto è non avere le stesse idee di Salvini, questo è legittimo, ma se non hai le mie stesse idee non puoi esprimerti a petardi, a sassate, a letame, mandando all’ospedale gente che non c’entra niente, quella non è contestazione politica, ma delinquenza. Ribadisco il fatto che avessi il potere di farlo, da ministro dell’interno, un bel po’ di centri sociali abusivi li chiuderei domani mattina. Se sono questi i veri nazisti? Assolutamente! Io adoro confrontarmi e lo faccio quotidianamente con chi non la pensa come me, ma quando si passa alla violenza, quella non è politica. Qualche segnale di buona educazione a certa gente va dato“:
Poi, sul passo indietro di Passera a favore di Parisi a Milano: “I numeri, parlano i numeri. In politica è bello partecipare ma è ancora più bello vincere. Se vinci cambi le cose, se partecipi porti la tua testimonianza e basta. A Milano c’è una coalizione concreta, che sui programmi è d’accordo, su cosa fare per le case popolari, i mezzi pubblici, i campi rom e gli asili nido è d’accordo, l’unico candidato di centrodestra che può farcela è Stefano Parisi, sostenuto ovviamente anche dalla Lega, quindi se gli altri ne prendono atto ed evitano di correre per il posticino o per prendere il 3 o il 4% per me è una soddisfazione“.
Inevitabile una battuta sulla questione romana: “Non so cosa accadrà in Forza Italia, non pretendo di avere sempre ragione, ogni tanto sbaglio e quando capita chiedo scusa. Girando per Roma è ormai chiaro ed evidente a tutti che l’unica possibilità per il centrodestra di far ripartire Roma e di battere il Pd e i Cinque Stelle è la candidatura di Giorgia Meloni. Senza voler imporre niente a nessuno, dico che chi vuole vincere veramente a Roma, può dare una mano a noi e a Giorgia Meloni. Se altri fanno scelte diverse evidentemente preferiscono le battaglie personali alla vittoria della squadra. Bertolaso? Io non metto veti a nessuno e non dico di no a nessuno a prescindere. Mi approccio a Roma con estrema umiltà, attenzione e tranquillità. Sono contento che adesso la Lega stia acquisendo popolarità a Roma, lascio a Giorgia Meloni ogni libertà di scelta e spero che tutti, me compreso, possano fare mezzo passetto indietro nel nome del bene della città.  In questi due mesi si deve prospettare l’idea di Roma per i prossimi trent’anni. A Roma farò almeno una decina di passaggi, ho tantissimi inviti dalle periferie e dai quartieri. Non mi risparmierò, faremo presentazioni in grande stile della lista Lega-Noi Con Salvini capeggiata da Irene Pivetti, sarò nei mercati, nelle piazze, in diversi quartieri, mi impegnerò in prima persona, sia per Roma che per Milano“.

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