martedì 13 novembre 2018,
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Roma. La senatrice Pacifico (M5Stelle) contro Laziomar e Regione

scritto da Redazione
Roma. La senatrice Pacifico (M5Stelle) contro Laziomar e Regione

Che l’Italia fosse il Paese dove lo Stato paga i servizi ed i privati ricavano gli utili, è universalmente riconosciuto. Del resto la vicenda del ponte di Genova è la rappresentazione classica di quel coacervo di interessi nei quali i protagonisti vicini e contigui ad una certa politica, forse addirittura azionisti di alcuni organi di stampa, sono riusciti in un regime di monopolio a gestire in modo “osceno” le strutture autostradali italiane.

La “svendita” di asset strategici nazionali a privati è sembrata la via economico-finanziaria di questi ultimi 20 anni. Insomma, abbiamo regalato ad un capitalismo accattone e all’amatriciana beni e trasporti senza alcun ritorno qualitativo per i cittadini-utenti. Non poteva mancare in questa operazione fallimentare la Regione Lazio che in data 16/01/2014 ha ceduto il 100% delle azioni della Laziomar S.p.a. (collegamenti marittimi con le isole pontine) alla Compagnia Laziale di Navigazione s.r.l. (società privata) composta da: Snav, Medmar, Alilauro, Alilauro Grusom e Alicost, compresa la flotta della Laziomar S.P.A., costituita di due navi e due aliscafi. Il contratto è della durata decennale. Nel contratto si stabiliva il miglioramento degli standard qualitativi e si garantiva il livello occupazionale. Inutile sottolineare che molti dei punti sottoscritti siano stati disattesi dalla compagnia Laziale di navigazione, nonostante il richiamo di alcuni consiglieri regionali del M5S attraverso la presentazione di un’interrogazione a risposta scritta al presidente del consiglio regionale del Lazio. Quindi, la Regione Lazio, oltre ad aver ceduto navi e svolgimento dei servizi marittimi per quella rotta, in regime di monopolio, ad una società privata, paga il contratto di cessione per circa 15 milioni di euro l’anno. Appare superfluo ribadire i disagi sopportati dai residenti, dai turisti e dai lavoratori marittimi stessi. Da ciò emerge, per usare un eufemismo, un uso disinvolto delle stipula contrattuali e alcun controllo degli organi deputati. Pertanto, è bene che episodi di “mala gestio” e procedure bizzarre siano segnalate alla magistratura contabile e ordinaria. Naturalmente mi farò portatrice delle sacrosante ragioni delle prime vittime, gli abitanti delle isole ponziane e di tutti i cittadini che continuano a pagare una compagnia di navigazione privata, che non garantisce quello stipulato.

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