lunedì 10 dicembre 2018,
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Riunito l’Osservatorio sulla Sicurezza degli operatori sanitari

scritto da Redazione
Riunito l’Osservatorio sulla Sicurezza degli operatori sanitari

Oggi prima riunione dell’Osservatorio sulla sicurezza degli operatori sanitari. La struttura, fortemente richiesta dagli operatori, ha l’obiettivo di esaminare e comprendere le dimensioni del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, che negli ultimi mesi ha visto aumentare a livello nazionale il numero dei casi denunciati.

L’Osservatorio si riunirà con una frequenza quadrimestrale. Il documento elaborato ora verrà esaminato da tutti i componenti per eventuali modifiche o integrazioni per ottenere la maggior condivisione possibile con tutti i partecipanti al tavolo. È stata elaborata, inoltre, anche una campagna informativa multilingue per il contrasto del fenomeno.

Fanno parte dell’Osservatorio oltre all’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio: il Direttore della Direzione Salute, il Presidente della Commissione Consiliare regionale Sanità, i responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) delle Aziende, il responsabile della Direzione regionale INAIL, i Direttori generali delle Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale (SSR), i Presidenti dell’Ordine dei Medici di Roma e delle province, dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e delle province, dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e delle province, dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma e delle province e i componenti del Centro Regionale di Rischio Clinico (CRRC).

“Sono state esaminate tutte le segnalazioni del Centro Regionale di Rischio Clinico (CRRC) in merito ai casi di aggressione denunciati – così Alessio D’Amato, assessore alla sanità e integrazione sociosanitaria, che ha aggiunto: negli ultimi 5 anni sono state 553 le segnalazioni pervenute con una lieve prevalenza delle aggressioni verbali nei confronti delle donne. La maggior parte (il 23%) avvengono nei Pronto Soccorso, o durante il trasporto di emergenza (21%), nei Reparti Psichiatrici (17%) o nei Reparti di Area medica (11%). Abbiamo messo in campo un piano di azione che prevede tre principali aree di intervento: la prima riguarda la valutazione del rischio e le misure di prevenzione, la seconda il riconoscimento e la gestione dei comportamenti aggressivi e la terza il supporto alla vittima di aggressione sia da un punto di vista legale sia negli aspetti infortunistici”- ha aggiunto D’Amato.

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