sabato 19 gennaio 2019,
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Regione Lazio. Zingaretti: un presidente forte con i deboli e debole con i forti

scritto da Redazione
Regione Lazio. Zingaretti: un presidente forte con i deboli e debole con i forti

Dalla politica e dall’amministrazione condotta dalla Regione Lazio del mega presidente Nicola Zingaretti, poche sono le notizie positive che raggiungono il popolo degli amministrati.
Ogni giorno, in compenso, la stampa non asservita all’attuale potere regionale, sforna notizie che vanno tutte o quasi contro il buon senso e la sopravvivenza economica dei lavoratori che prestano la loro opera negli istituti partecipati dalla Regione Lazio. Ad esempio!
Dalla pubblicistica menzionata apprendiamo che la “berlina” del parco auto regionale, sulla quale viaggia il buon Nicola, costa alla comunità ben 3.000 euro per 4 mesi, il tutto nella paziente attesa che sia prorogato il vecchio leasing.
Un’altra bella notizia che giunge da via della Pisana è la pittoresca spesa deliberata dalla Giunta Zingaretti, nella quale si prevede di assumere altri 21 PORTABORSE a servizio dei 10 suoi assessori.
Dell’ottima decisione d’indirizzo politico – amministrativo, rientrano anche i PORTABORSE muniti della solo licenza media, con un massimo di impegno finanziario però di soli 1.5 milioni di euro l’anno.
Apprendiamo poi da una nota della consigliera di Forza Italia, Roberta Angelilli, che 14 PORTABORSE di cui sopra hanno già preso servizio e che a vario titolo sono esponenti del Pd.
Credendo indefessamente alle coincidenze fortuite, facciamo notare come queste non sono accadute nel cambio appalto per la gestione dei CUP regionali, dove i circa 2.000 lavoratori si sono visti decurtare il già magro compenso salariale, per aver accettato, la Regione Lazio a guida Zingaretti, un ribasso d’asta fuori da ogni logica: non di mercato, ma umana.
Si pensi che questi lavoratori, con uno stipendio medio di 1.000 euro al mese, se lo vedono decurtato del 18,64%, equivalente per un full – time a 301 euro della retribuzione tabellare e, per tutti, il taglio degli scatti di anzianità che solo transitoriamente saranno erogati.
Non vorremmo scatenare una guerra tra “poveri”, ma il percorso posto in campo da Zingaretti e i suoi alleati non ci sembra conforme ad una ottimale gestione della cosa pubblica.
Come non ci sembra per niente normale che ben 700 infermieri che lavorano a l’Umberto I di Roma, precari da 15 anni, devono temere per il rinnovo del loro contratto.
Mentre i sodali di Zingaretti rimangono muti e indifferenti su tutta la linea, si registra inoltre anche il depotenziamento del Centro Alcologico dello stesso nosocomio romano, dove sono stati rinnovati i contratti a 30 precari tra medici, psicologi e operatori, solo per sei mesi.
A tutto quest’andazzo poche sono le reazioni di sindacato e di popolo a sostegno delle vertenze aperte: del resto noi siamo antropologicamente differenti dai nostri cugini d’oltralpe.

 

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