mercoledì 27 maggio 2020,
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Regione. Coronavirus: le sfide della sanità del Lazio nella nuova fase

scritto da Redazione
Regione. Coronavirus: le sfide della sanità del Lazio nella nuova fase

Oggi il presidente, Nicola Zingaretti, ha illustrato insieme all’assessore alla sanità Alessio D’Amato e al direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito i dati relativi ai test sierologici effettuati nel territorio.

Su una attività che riguarderà circa 300mila soggetti, ad oggi sono stati eseguiti 19.414 test sierologici: tra questi la presenza di anticorpi Igg è stata rilevata in 422 test. Una percentuale del 2,17 %, ed era quello che attendevamo, un’incidenza intorno al 3%. Sottoposti a tampone, 9 di questi test sono risultati positivi e quindi identificati come asintomatici.

Nel corso dell’incontro è stato tracciato anche l’impegno per i prossimi mesi:

–        Rafforzamento dell’offerta sanitaria

–        Più assistenza e cure nel territorio

–        Modernizzazione e umanizzazione delle strutture

–        Utilizzo delle nuove tecnologie

–        Investimenti sul personale

“Abbiamo dati positivi sulla curva epidemica e sono importanti ma va tenuta altissima l’attenzione sia sulle regole sociali che sulle indicazioni sanitarie. Dico grazie ai cittadini del Lazio perché i risultati che stiamo ottenendo sono anche frutto di un comportamento responsabile dei cittadini che ora bisogna continuare ad avere. Ora inizia la fase più difficile, a ora c’è un bassissimo tasso di letalità e un’alta ospedalizzazione oltre a un bassissimo ingresso del virus nel personale sanitario. È un patrimonio a oggi non figlio del caso ma di scelte fatte in politica sanitaria e comportamenti coerenti”- così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: faccio un appello: in quanto emerge dai dati che i nuovi cluster pericolosi stanno all’interno delle case e nei rapporti con gli amici. Invito tutti a non abbassare le difese in casa e negli incontri con
gli amici”.

“L’emergenza Covid-19 ci ha portato ad un potenziamento e ad una velocizzazione della sanità digitale che dovrà essere un elemento importante sia per l’applicazione ‘DoctorCovid’, a cui oggi ha aderito l’80% dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, ma soprattutto l’implementazione della televisita e del telemonitoraggio a domicilio. Noi chiederemo che la
televisita entri nel Lea”- lo ha detto l’assessore alla Sanità e Integrazione Socio Sanitaria, Alessio D’Amato.

“Il test sierologico non è patente di immunità. Significa verificare se si è avuto un contatto con il
virus e permetterne il tracciamento – lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, che ha aggiunto: nei test sierologici fin qui effettuati sono risultati 9
positivi al tampone, significa il 2,2 per cento-ha spiegato- il sistema ha permesso quindi l’identificazione di persone che sono positive: voi direte che è una cifra piccola,
ma rapportata su 5 milioni di abitanti del Lazio contribuisce al sistema di tracciabilità del virus”.

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