lunedì 22 ottobre 2018,
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Province: Latina ricorre al TAR contro delibera riordino. Presidente Cusani, accorpamento senza criteri omogeneità

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Province: Latina ricorre al TAR contro delibera riordino. Presidente Cusani, accorpamento senza criteri omogeneità
(ANSA) – LATINA, 5 SET – Il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani (Pdl) ha incaricato l’Avvocatura dell’Ente di impugnare al Tar del Lazio la delibera del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 sul riordino delle Province. Il presidente scrive ai colleghi presidenti di Provincia sottolineando “tutte le mancanze di un provvedimento governativo che si riduce a un accorpamento geografico e amministrativo senza seguire alcun criterio di omogeneità dei territori“.
Convinto, sostenitore dell’istituzione Provincia quale alto presidio di democrazia e snodo attorno al quale si costruisce il principio della sussidiarietà – scrive in un passaggio della lettera Cusani – ho da sempre compreso e condiviso la necessità di una riforma istituzionale ispirata a un rinnovato pluralismo amministrativo e alla salvaguardia di quella rappresentatività democratica che da sempre contraddistingue il nostro Paese. Ma i criteri determinati dal Consiglio dei Ministri – prosegue – posti a base del riordino comportano per la Provincia di Latina un gravissimo pregiudizio; non tengono in alcuna considerazione le differenze correnti tra le Regioni Italiane, né sono in grado di considerare la peculiarità che presenta la Regione Lazio, in relazione alla presenza di Roma Capitale; non tengono conto di alcun tipo di fattore legato alla peculiarità di ogni provincia italiana; non sono in grado di individuare alcun elemento di virtuosità; determineranno un depauperamento del principio dell’autonomia e del federalismo“.
L’auspicio pertanto si è infranto davanti all’intervento draconiano previsto dall’articolo 23 del decreto salva-Italia – scrive ancora Cusani -, il quale non potendo cancellare un ente previsto dalla Costituzione, di fatto lo ha trasformato in un ente inutile. Quindi da sopprimere“. (ANSA).

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