domenica 05 luglio 2020,

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Pomezia: la regione condanna le scritte che insultano la memoria

scritto da Redazione
Pomezia: la regione condanna le scritte che insultano la memoria
 “Quasi ogni giorno assistiamo a episodi di violenza e intolleranza. Oggi a Pomezia due scuole sono state imbrattate con insulti contro gli ebrei. Adesso basta, è gravissimo e non può ripetersi. Sono sicuro che i ragazzi della scuola, feriti da questo schifo, reagiranno con orgoglio per riaffermare i valori di antifascismo e libertà che hanno salvato il nostro Paese in passato”- ha detto il presidente, Nicola Zingaretti.

“Un insulto alla Memoria, alla forza morale dei sopravvissuti alla Shoah che portano il peso di un passato terribile e che hanno fatto della loro esistenza un dovere di testimonianza: le scritte apparse oggi davanti a due licei di Pomezia sono ignobili, frutto di una subcultura di odio e di negazionismo che purtroppo sta riemergendo non solo in Italia ma in tutta Europa”. È quanto afferma in una nota il vice presidente, Daniele Leodori, in merito alle scritte antisemite scoperte oggi sui muri degli istituti Pascal e Ipsia a Pomezia. La città di Pomezia, gli studenti che oggi hanno dovuto subire questo ignobile attacco sui muri delle loro scuole, la comunità ebraica di Roma, che aveva organizzato un incontro proprio in uno degli istituti, non si faranno intimidire. Alle istituzioni, alle scuole, il compito di non abbassare la guardia e di combattere con ancora più forza l’ignoranza e l’antisemitismo”.

“Alle scritte razziste comparse nella notte davanti a due istituti scolastici di Pomezia reagiamo in modo fermo e con una pluralità di azioni. Stiamo programmando una visita alle due scuole per parlare agli studenti e per esprimere anche al corpo docenti la mia solidarietà, un corpo docenti sempre impegnato nei programmi sulla memoria e contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Non solo, rivolgo un appello alle scuole del Lazio che parteciperanno al prossimo Viaggio della Memoria organizzato dalla Regione affinché, tra gli studenti chiamati a vivere questa importante esperienza formativa, siano selezionate le ragazze e i ragazzi più a rischio di devianza, quelli che hanno un bagaglio di valori più fragile e che hanno più bisogno di conoscere e capire da vicino gli orrori del nazifascismo e le tremende conseguenze dell’odio razziale. Sono questi gli studenti che hanno più necessità di essere guidati” – Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione.

 

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