sabato 19 ottobre 2019,
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Politica terracinese: “Medioevale, feudale, familistica, cortigiana, sfacciatamente clientelare, sfrontatamente al servizio di amici, parenti, sodali …”

scritto da Redazione
Politica terracinese: “Medioevale, feudale, familistica, cortigiana, sfacciatamente clientelare, sfrontatamente al servizio di amici, parenti, sodali …”

Per chi da qualche tempo non vive da vicino le dinamiche della città, un viaggio virtuale sul web può rappresentare qualche volta motivo di approfondimento di quella che è la più recente situazione politica di Terracina.
Entrando nel merito, abbiamo avuto modo di leggere negli ultimi giorni un intervento di Gabriele Subiaco dal titolo “Terracina e le sfide importanti che la città non può più rinviare”.
A parte il “dovere istituzionale” che Subiaco ha avuto per il lavoro – encomiabile – che produce il circolo “Legambiente Pisco Montano”, il punto oltremodo interessante è la sua “cartolina” che illustra in bianco e nero, più nero in verità, la situazione in cui versa la comunità a causa di politiche che nulla hanno a che fare con la buona amministrazione.
E’ un’analisi talmente franca e veritiera che i passaggi fondamentali li vogliamo riportare di seguito, affinchè anche coloro che su questi temi si rifugiano nella lista (lunghissima) dei tifosi o dei falsi agnostici, possano trovare un momento di LIBERA lettura degli accadimenti.

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“E’ arrivata un’altra estate, la Città indolente continua a vivacchiare alla giornata, risvegliata dalla triste vicenda della discussa presenza di Sofri al prossimo Terracina Book Festival, ma i nodi cruciali restano sempre al pettine, eppure, sarebbe invece ora di affrontarle alcune di queste questioni spinose, oltre che annose, per riuscire a trovare finalmente “magari tutti assieme” delle soluzioni utili per questa Città …
… Perché c’è bisogno di un’idea più chiara e ben delineata di Città, che appare sempre più priva di un disegno strategico, che vede solo qualche intervento spot difficilmente inquadrabile in un quadro organico, investita dalle situazioni più che capace di governarle.
Una Città che continua ad essere preda, ancora nel 2018, di una politica medioevale, feudale, familistica, cortigiana, sfacciatamente clientelare, sfrontatamente al servizio di amici, parenti, sodali, organizzata ancora per ranghi e caste con duchi, marchesi, conti, baroni, cavalieri, valvassini e valvassori, schiava del “favore”, solerte nella gestione del “privato”, sciatta nella gestione del “pubblico”, guidata non da generali con una visione lucida ma da marescialli “sbriga faccende”.
Una Città “ubriacata” dalla retorica e dal paternalismo da quattro soldi, da una politica più incline alla propaganda che al “problem solving”, carente degli strumenti minimi di trasparenza per la verifica ed il controllo completo dell’azione politico-amministrativa, … di comunicazione e stampa libere.
Limiti e carenze che non attengono solo all’attuale Amministrazione ma che, purtroppo, ci sembrano sempre più, un portato culturale generale, frutto di un ambiente progressivamente deprivato negli anni degli spazi minimi di confronto e di analisi ed in cui la democrazia, che è confronto di idee diverse nel rispetto reciproco, si è ridotta davvero al minimo sindacale.
Una Città che stenta ad intraprendere un reale cammino di modernità, in cui si confonde ancora troppo spesso la “furbizia” con “l’intelligenza”, il nobile “agire gratuitamente per la Comunità” con la “coglionaggine”, ed in cui il “sapere” ed il “potere” viaggiano oramai pericolosamente su strade separate.
Un’idea nuova di Città va costruita invece giorno per giorno, con Umiltà, dialogando con Tutti (si proprio Tutti e dando priorità proprio a quelli che la pensano diversamente ma lo fanno in modo propositivo e costruttivo..), ascoltando e non arroccandosi dietro un mandato elettorale che non è, e non può essere, inteso come la firma di un contratto quinquennale in bianco ed irrevocabile che chi governa può permettersi di riempire all’impronta con i contenuti che più gli aggradano.
Anche perché i nodi, se non si affrontano, prima o poi vengono al pettine e purtroppo a pagarne le amare conseguenze sarà la Città e la sua Gente.
Ma per far questo ci vogliono Capacità, Competenze ed Energie vere ed all’altezza del compito ma soprattutto ci vuole Trasparenza e Lealtà verso i cittadini. Perché solo con la volontà da parte di Tutti di superare l’interesse personale o di parrocchia si potrà cominciare a lavorare davvero per un unico fine: il BENE Vero di questa Città.
Sono tanti i temi importanti che la Città deve affrontare, ma la sfida più grande è certamente quella Culturale, il superamento dei pregiudizi. Quel pregiudizio che spinge ad esempio molte delle persone che si conoscono a Terracina a considerare disdicevole che dei professionisti si mettano a pulire le spiagge ed i parchi dai rifiuti.
Capisco benissimo che in una Città in cui la “Forma” prevale ancora sulla “Sostanza” fino a sconfinare in situazioni parossistiche di “mistificazione della realtà”, dove i geometri vengono chiamati architetti, qualcuno si spaccia per archeologo e storico dell’arte, qualcun altro si professa ingegnere senza esserlo e l’Amministrazione onora ufficialmente del titolo di professore chi professore non lo è mai stato, il nostro approccio Semplice, Trasparente, senza sovrastrutture, fatichi ad essere compreso.
Vi confesso però che ho fatto, come altri soci del nostro circolo, attività di volontariato per tanti anni a Roma e mi sono sempre sentito onorato di farlo, mi sono ritrovato al fianco tanta gente comune e spesso anche direttori generali e amministratori delegati ed il tutto nella completa “Normalità”, si la normalità dell’esercizio civico della cittadinanza.
Per questo, mi sono convinto in questi due anni e mezzo, che la sfida cruciale della modernità di questa Città debba necessariamente passare attraverso una sua ineluttabile evoluzione Culturale, una sua improcrastinabile crescita Civile, una sua “Normalizzazione” attraverso il superamento dei troppi preconcetti, delle troppe false certezze, della puerile retorica, delle tante disoneste mistificazioni, delle “relazioni insane” che si sono sclerotizzate negli anni e che oggi ancora ne limitano le potenzialità, ne condizionano la crescita e ne indeboliscono la partecipazione civica consapevole, essenziale per ridare senso compiuto e nobile alla espressione più alta della partecipazione civica: la Politica.

Gabriele Subiaco
14 agosto alle ore 09:12 •

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