giovedì 21 marzo 2019,
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Piccolo trattato di “Strunzologia”: introduzione alla scienza esatta per uno “strunz” perfetto

scritto da Redazione
Piccolo trattato di “Strunzologia”:  introduzione alla scienza esatta per uno “strunz” perfetto

Dacché nacque, la medicina restò per millenni scienza totale: il Medicus Phisicus era punto di riferimento unico per tutti i malanni.

Le specializzazioni sono un fatto successivo, talvolta perfino esagerato.

Qualcosa di simile, sta avvenendo in sociologia, anche se con molto ritardo, poiché questa scienza è relativamente recente.

Forse non tutti sanno che una branca della sociologia sta facendo ultimamente passi da gigante: è una specializzazione che si chiama “stupidologia” (cfr. C.M. Cipolla) Le leggi fondamentali della stupidità umana.

E il Mulino, 1999, Ratigliano, Bologna. Consultare in internet, www.mulino.it).

Quando eravamo piccoli noi ci scherzavamo; dicevamo che qualcuno avrebbe preso il diploma in “strunzologia” … ebbene, ci siamo arrivati!

Soltanto che non ci basta il diploma né la laurea: ci vuole la specializzazione, il master.

Sarà un caso, ma il soggetto della nostra indagine comunque lo si voglia definire, comincia sempre per “esse impura”:stupido, sciocco, stolto, sciorno, sciuerto, stronzo … più impuro di tutti è naturalmente  l’ultimo elemento dell’elenco.

Non fate l’errore di prendere sotto gamba la nostra indagine, essa riveste un valore altamente scientifico e rappresenta l’unico vademecum di cui possiamo farvi dono per affrontare il millennio.

Purtroppo questa disciplina (la strunzologia, per l’appunto) ha già assunto proporzioni enciclopediche e può avvalersi di una bibliografia pressoché sterminata.

L’umile sottoscritto, da sempre condizionato dalla didattica del ruolo, tenterà di fornire i rudimenti essenziali atti a individuare l’oggetto di tali ricerche, nella speranza (purtroppo non garantita) che conoscendo lo “strunz” si riesca a evitarlo.

Tenterò quindi di condensare la materia trattata nei seguenti paragrafi di cui annuncio i titoli.

  1. Lo “strunz” dagli etruschi a Cartesio
  2. C’è uno “strunz” nel futuro di ognuno.
  3. Piccoli “strunz” cresceranno.
  4. Lo “strunz” e il potere.
  5. Come difendersi dallo “strunz”.

Capisco che dal punto di vista didattico, e per l’eventuale presenza di bambini, si sarebbe potuto usare, uno degli altri termini inizianti per esse impura, ma perché privarci anche del sollievo liberatorio che può dare alla vittima il chiamare il nemico con il suo vero nome?

Datemi ancora un po’ di tempo in modo che io riesca a liberarmi degli ultimi incarichi e incombenze associazionistiche così da potermi dedicare alla grande crociata del terzo millennio: compito questo da far tremare le vene ai polsi.

Intenderei promuovere anche un’associazione per la discriminazione degli “strunz”.

Certo non si arriverà mai a eliminare del tutto questi soggetti, ma se riuscissimo a evitarli, avremo, almeno in parte, avuto fede alla nostra missione.

In attesa della prima lezione, l’alunno diligente eseguirà il seguente compito a casa: “Segnate sul vostro taccuino segreto tutti i nomi di coloro che, nel vostro ambiente di lavoro, sono riusciti a danneggiarvi senza conseguire un utile diretto o indiretto pari al danno da voi subito”.

Qualcuno di questi nomi potrebbe ben figurare nella classifica finale che ci accingiamo a compilare a fine corso.

 

 

Fine prima parte.

Alla prossima lezione.

 

P.S.

L’autore del percorso “strunz”, che da oggi iniziamo a pubblicare, lo sveleremo soltanto nell’ultima puntata.

Per il momento accontentatevi di leggere le sue dotte disquisizioni in materia.

 

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