lunedì 15 Agosto 2022,

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Oncologia pediatrica:”Neanche ai bambini la Regione Lazio garantisce il diritto alla salute”

scritto da Redazione
Oncologia pediatrica:”Neanche ai bambini la Regione Lazio garantisce il diritto alla salute”

Non serve neanche deliberarla la chiusura delle strutture pubbliche alla regione Lazio, è sufficiente abbandonarle. Così accade all’unica struttura pubblica di cura dei tumori pediatrici, che era uno dei fiori all’occhiello del Policlinico Umberto I° di Roma. Il reparto, rinnovato solo otto anni or sono con circa un milione di euro, dopo la chiusura nel 2020 a causa della pandemia, non è mai stato riaperto, nonostante la fine dell’emergenza e non vi è nessun pronunciamento sul suo futuro.

Non mancano però i segnali che lo fanno intuire, non c’è sentore che la primaria Schiavetti prossima alla pensione venga rimpiazzata e il personale, che aveva maturato esperienza e professionalità rispetto a quella specifica patologia pediatrica, è stato distribuito in altri reparti.

Le uniche strutture ospedaliere, che rimangono a poter curare bambini e bambine affetti da malattia oncologica, sono Il Gemelli e Il Bambino Gesù, cioè due ospedali d’indubbia qualità, ma privati e comunque si calcola che ogni anno circa 600 bambini/e rimangono senza cure.

C’è da essere molto preoccupati del fatto che, data già in mani private la gran parte delle strutture territoriali, come la riabilitazione, l’assistenza domiciliare ecc.., si cominci anche per quelle ospedaliere a demolire quelle pubbliche, anche di eccellenza, per favorire quelle private.

Il Presidente Zingaretti ha annunciato da tempo la fine del commissariamento della sanità nel Lazio, a seguito della realizzazione del piano di rientro, che dunque è servito sostanzialmente a trasferire ai privati, cioè a chi fa profitti sulla salute delle persone, funzioni che dovrebbero essere garantite dal pubblico. Le liste d’attesa sono lunghe a tal punto che “chi può” si rivolge ai privati. Gli abitanti della regione che non siano a Roma sono costretti a cercare nella capitale l’assistenza ospedaliera di cui hanno bisogno. I pronto soccorso offrono scene da terzo mondo e l’elenco potrebbe allungarsi.

Come osa l’assessore alla sanità D’Amato proporsi come prossimo presidente della regione? Come osa Zingaretti a vantarsi del raggiungimento di grandi obiettivi?

Rifondazione Comunista denuncia come insostenibile la situazione della sanità nel Lazio e invita chi ha a cuore il diritto alla salute a reagire e lottare per uno dei diritti sanciti dalla Costituzione”. Così in una nota dichiarano Loredana Fraleone e Giorgio Demurtas, rispettivamente Segretaria e responsabile regionale Salute del Regionale Lazio del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

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