“Accogliamo con favore le richieste avanzate dalle Regioni per la prossima Manovra economica, che stima in 18 miliardi di euro nell’arco del triennio il fabbisogno necessario a mettere in sicurezza il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un appello realistico e non più rinviabile se vogliamo davvero salvare la sanità pubblica e garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini”. A dichiararlo è il Segretario Nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, commentando le indicazioni giunte dalle amministrazioni regionali in vista della definizione della legge di bilancio. “Concordiamo sulla prioritaria di azzerare definitivamente i tetti di spesa sul personale e di destinare risorse certe all’adeguamento retributivo di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari. Negli ultimi anni – prosegue Giuliano – il capitale umano della nostra sanità è stato penalizzato da vincoli anacronistici e carichi di lavoro insostenibili. Restituire attrattività alle professioni sanitarie e garantire stipendi in linea con i parametri europei è l’unico modo per fermare la fuga di professionisti all’estero o verso il settore privato”. Il sindacalista aggiunge: “Siamo fiduciosi che le istanze emerse dal confronto con le Regioni trovino copertura finanziaria. Come UGL Salute ribadiamo che la tutela della salute pubblica e la dignità dei lavoratori devono camminare di pari passo: servono scelte coraggiose per rilanciare la sanità pubblica e rendere giustizia a chi la manda avanti ogni giorno», conclude Giuliano.
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Ue, De Meo (FI-PPE): “Sulla difesa europea servono più responsabilità e una governance efficace”
Bruxelles, 28 settembre 2026 – “Di fronte a minacce sempre più complesse e a uno scenario geopolitico profondamente cambiato, l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza e dotarsi della capacità di agire quando necessario. Per farlo, però, non bastano le dichiarazioni politiche, servono istituzioni in grado di decidere e strumenti realmente operativi”. Lo dichiara l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, presentando nelle commissioni AFCO e SEDE la relazione di iniziativa sugli “Aspetti istituzionali dell’Unione europea comune della difesa” di cui è relatore insieme al collega tedesco Herbst.
“L’obiettivo della relazione è stimolare la Commissione europea ed il Consiglio ad una maggiore determinazione e concretezza nella realizzazione di una politica di difesa comune. L’Unione dispone già di una base giuridica significativa, ma il problema è la mancanza di un’architettura istituzionale coerente, capace di rendere pienamente operative quelle basi. Non si tratta quindi di partire da zero, ma di dare piena attuazione a quanto già previsto dai Trattati, intervenendo per renderli più chiari e operativi. Se questo non fosse sufficiente bisogna avere il coraggio di intervenire con modifiche mirate dei Trattati per velocizzare gli attuali meccanismi decisionali che rischiano di rallentare l’azione europea. Un maggiore ricorso alla maggioranza qualificata e all’astensione costruttiva può evitare che l’assenza di unanimità finisca per bloccare l’iniziativa europea. L’Europa della difesa ha bisogno di una struttura all’altezza delle ambizioni che si è data”, conclude De Meo.
Sambucci: “Cisterna di Latina, impegno per superare i disagi sul trasporto pubblico. Ringrazio Astral e Regione”
Lo dichiara in una nota l’on.Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio.
Viterbo, 29 settembre 2026 – «Il finanziamento dei progetti presentati dal Multisala Etrusco di Tarquinia, dal Cinetuscia Village di Vitorchiano e dal Cinema Excelsior di Vetralla rappresenta una notizia importante per il Viterbese e per l’intera rete culturale della provincia. Le sale cinematografiche non sono soltanto luoghi di spettacolo, ma veri presìdi culturali e sociali, capaci di favorire aggregazione, partecipazione e crescita delle comunità». Lo dichiara in una nota Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, presidente della commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio regionale del Lazio
“Esprimiamo grande soddisfazione per lo sgombero della struttura fatiscente di via Tallone, centro di grave degrado e illegalità macchiato anche dall’orrore dello stupro dello scorso maggio. Già da anni, e ripetutamente, la Lega aveva denunciato i rischi evidenti in tutta l’area di Tor Cervara, Tor Sapienza e nell’ intero quadrante del Municipio V della città. Emergenze e pericoli dovuti a occupazioni abusive, con conseguente degrado, incendi, spaccio di droga, risse, violenze e illegalità diffusa”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri capitolini della Lega Fabrizio Santori e Maurizio Politi, insieme al capogruppo del Municipio V Mauro Marocchini. Oggi finalmente si pone un rimedio a una situazione che auspichiamo non si ripeta, confidando nella immediata messa in sicurezza dell’immobile in attesa della demolizione. Ringraziamo il prefetto Giannini, le forze dell’ordine e tutti gli operatori dei vari settori impegnati nell’operazione. Ora il Campidoglio faccia finalmente la sua parte: interrompa la gestione vergognosa del territorio che ha sprofondato ormai l’intera città nell’abbandono e nell’insicurezza”, concludono i leghisti.
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Di ieri la notizia dell’autorizzazione definitiva per la costruzione dello stadio della Roma a Pietralata, presa presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti durante la conferenza dei servizi decisoria.
Potere al Popolo denuncia: il fatto che tutta la politica stia festeggiando – dal sindaco Gualtieri, al presidente della Regione Rocca, a Matteo Salvini – è l’ennesima dimostrazione che il partito unico del cemento e della speculazione è più unito che mai. La nomina a maggio 2026 del commissario straordinario di governo Sessa, che ha portato a tagliare sui tempi e sui processi decisionali, sta sancendo una volta per tutte un modello di governance antidemocratico della città che tiene insieme governo, regione e comune: il modello Giubileo.
Gli abitanti, che hanno visto chiudersi ogni spazio di dialogo e confronto democratico, per anni hanno dimostrato che quello stadio non lo si vuole, perché sta portando alla distruzione di uno dei polmoni verdi del quadrante est di Roma, perché la “riqualificazione” comporterà problemi enormi alla circolazione – incluso l’accesso all’ospedale –, così come una speculazione immobiliare che si tradurrà nell’espulsione di una parte degli abitanti di Pietralata.
Dichiarano gli attivisti: “Quanto abbiamo visto con lo stadio della Roma è la più alta espressione di un modello di città, il modello Giubileo, che guarda solo agli interessi dei privati, lasciando indietro chi la città la abita, in particolare nei quartieri popolari. La città è diventata uno spazio su cui guadagnare con grandi opere inutili e dannose, senza interesse per una reale vivibilità dei quartieri, che quando non sono riqualificati ai fini della speculazione, restano abbandonati a sé stessi, privi di servizi e tutele. A questo modello opponiamo la costruzione di un reale opposizione per la città pubblica e la sicurezza sociale”.
“Apprendiamo con sgomento, ma purtroppo senza stupore, dell’ennesimo grave episodio che investe i cimiteri romani e colpisce ciò che dovrebbe essere tutelato più di ogni altra cosa: il dolore delle famiglie e il rispetto dovuto ai defunti. Da anni denunciamo criticità, anomalie e situazioni inaccettabili all’interno dei cimiteri capitolini. Quanto emerso in questi giorni impone di fare piena luce sulle responsabilità e, soprattutto, di capire perché, nonostante i precedenti e le ripetute segnalazioni, non sia stato costruito un sistema di controlli capace di prevenire episodi di questa gravità. Le famiglie devono poter avere la certezza che le spoglie dei propri cari siano trattate sempre con dignità e nel pieno rispetto delle norme. Non bastano proclami e promesse: servono interventi concreti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, e Valeria Campana, portavoce del Comitato cimiteri, in merito alle inchieste sulle riduzioni delle salme per liberare i loculi che hanno portato all’arresto di alcuni dipendenti Ama. “Chiediamo maggiori investimenti nei sistemi di vigilanza e controllo, una revisione delle modalità di accesso e delle procedure operative nei cimiteri capitolini, verifiche puntuali sul rispetto dei protocolli e un serio ricambio generazionale all’interno di Ama, accompagnato da formazione, responsabilizzazione e controlli efficaci. Dopo anni di denunce e scandali, Roma deve garantire finalmente trasparenza, legalità e rispetto assoluto dei defunti e delle loro famiglie”, concludono Santori e Campana.
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