“I dati emersi dall’ultimo Rapporto del Pit Salute di Cittadinanzattiva fotografano una realtà che, come sindacato, denunciamo da tempo: le liste d’attesa rimangono il principale e più odioso ostacolo al diritto alla cura per i cittadini italiani, costretti troppo spesso a pagare di tasca propria nel privato o, peggio, a rinunciare alle prestazioni sanitarie”. Lo dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, commentando i dati del Report 2026. “Se da un lato non possiamo che esprimere il nostro apprezzamento per gli sforzi e l’impegno profusi dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, che attraverso l’operazione-trasparenza della Piattaforma nazionale ha avviato un monitoraggio fondamentale evidenziando i primi passi avanti in sedici Regioni, dall’altro dobbiamo prendere atto che la macchina del Servizio Sanitario Nazionale mostra criticità”. Per Giuliano, l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (Pngla) 2026-2028 è un passo in avanti politico, ma rischia di scontrarsi con la dura realtà dei bilanci locali: “L’accordo vincola le Regioni a recepire i piani entro 120 giorni, ma la presenza della clausola di invarianza finanziaria rappresenta un forte elemento di preoccupazione per la tenuta del sistema. Condividiamo l’allarme dei territori sulla necessità di verificare la congruità delle risorse economiche: senza investimenti strutturali e mirati sul personale e sulle strutture, ogni piano rischia di rimanere una grida manzoniana. Non è tollerabile che per esami diagnostici urgenti o visite cardiologiche e oncologiche si registrino sforamenti dei codici di priorità che arrivano a centinaia di giorni di ritardo, così come è inaccettabile l’abbandono in cui versano i pazienti per le visite di controllo, con punte di attesa bibliche che sfiorano i due anni”. Il Segretario della UGL Salute allarga poi lo sguardo alle altre criticità gestionali ed economiche del comparto: “La crisi della sanità pubblica non si ferma alle sole liste d’attesa, ma investe l’assistenza territoriale, la medicina di prossimità, il nodo irrisolto delle tariffe per l’assistenza protesica e integrativa e, non ultimo, il ritardo nell’implementazione della riforma per gli anziani non autosufficienti e nel riconoscimento della figura del caregiver familiare. Le Case di Comunità, che dovevano essere il perno del nuovo welfare di territorio, rischiano di rimanere cattedrali nel deserto se non verranno riempite di professionisti della salute e di servizi reali per la cittadinanza. Come UGL Salute ribadiamo che la tutela della salute pubblica e la dignità dei lavoratori del settore devono camminare di pari passo: chiediamo al Ministero e alle Regioni un confronto costante e serrato per superare i nodi burocratici, sbloccare i tetti di spesa e garantire un accesso equo, universale e tempestivo alle cure in ogni angolo del Paese” conclude il sindacalista.
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“Anche quest’anno – afferma Francesca Pagano, consigliera delegata al Consiglio delle bambine e dei bambini – i 24 giovani consiglieri hanno dimostrato una straordinaria capacità di osservare la città, individuare criticità e proporre soluzioni concrete. Tra i principali progetti realizzati figurano il percorso ‘A scuola ci andiamo da soli’, che partirà già dal mese di settembre, l’avviata progettazione partecipata di un’area verde pensata dai bambini, il progetto Unicef ‘Grandi e Piccoli: Diritti alla Meta’ dedicato quest’anno al diritto all’istruzione, il confronto con i Consigli della rete internazionale e regionale e la partecipazione al Consiglio comunale dedicato all’Europa con il lavoro ‘L’Europa con gli occhi dei bambini’. Tra i risultati più concreti raggiunti vi è, inoltre, la realizzazione delle bacheche di bookcrossing, progetto nato da una proposta del precedente Consiglio delle bambine e dei bambini e inaugurato oggi nei giardini del Comune. Seguirà l’inaugurazione delle altre tre ‘biblioteche libere’, già installate dall’amministrazione comunale, che verranno aperte al pubblico con il proseguimento delle attività dei bambini dopo l’estate. Il Consiglio delle bambine e dei bambini rappresenta uno spazio autentico di partecipazione, nel quale le nuove generazioni possono esprimere idee, bisogni e progetti per il futuro della nostra comunità. Ringrazio i bambini per l’impegno e l’entusiasmo dimostrati, la facilitatrice Emilia De Nardis, le famiglie, le scuole che hanno collaborato con il progetto e l’amministrazione comunale che continua a credere nel valore della partecipazione dei più piccoli alla vita della città. Un ringraziamento particolare va al sindaco Matilde Celentano per aver voluto sostenere e valorizzare questo percorso, affidandomi la delega al Consiglio delle bambine e dei bambini e dimostrando attenzione concreta all’ascolto e alla partecipazione delle nuove generazioni. La partecipazione dei bambini alla vita pubblica – conclude Pagano – non deve essere considerata un semplice esercizio educativo, ma un’opportunità concreta per migliorare la città. Quando i bambini vengono ascoltati, riescono a offrire uno sguardo autentico, libero da pregiudizi e capace di individuare bisogni e soluzioni che spesso gli adulti non vedono. Le iniziative realizzate in questi anni dimostrano che quando ai bambini viene data la possibilità di esprimersi, le loro idee possono diventare progetti capaci di migliorare la città per tutti”.
Così in una nota la consigliera Francesca Pagano, delegata al Consiglio delle bambine e dei bambini, al termina dell’ultima seduta annuale e dell’inaugurazione di una bacheca di crossbooking nei Giardini del Comune.
Domani, venerdì 12 e sabato 13 giugno a The Social Fest 2026, il Festival del Sociale del Municipio II di Roma, a piazzale della Stazione Tiburtina al Welcome Center
le due giornate organizzate da AGCI LAZIO dal titolo: “COMUNITA’ IN COOPERAZIONE – Per una società solidale da costruire insieme”
AGCI LAZIO, l’Associazione Generale Cooperative Italiane del Lazio, con le coop associate, organizza queste due giornate con due incontri-dibattiti – “Discesa libera” e “Truffe agli anziani, come difendersi?” – e proiezioni di video e film, laboratori per grandi e piccoli, stand informativi-espositivi e approfondimenti, con anche possibilità di proporre candidature lavorative, con l’obiettivo di promuovere il ruolo e l’azione solidale in ogni settore sociale delle cooperative sociali, costruendo a Roma, nei quartieri e nella città, ma in tutti i borghi e località della nostra regione, delle comunità più inclusive e solidali.
I 2 dibattiti saranno:
Venerdì 12 giugno ore 19.00
“Discesa libera”
Quando le persone si incontrano scoprendo mondi diversi e la solidarietà
Incontro-dibattito e proiezione trailer e video film “Discesa libera”
Ne discutono con il regista e attore Sandro Torella
– Erica Battaglia – Presidente Commissione Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro di Roma Capitale
– Gianluca Bogino – Assessore Politiche Sociali Municipio II di Roma
– Francesca Danese – Portavoce Forum Terzo Settore del Lazio
– Marco Olivieri – Presidente AGCI Lazio
– Kristina Tatenko – Presidente cooperativa sociale Armonia (già Sant’Anna 1984)
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sabato 13 giugno 2026 ore 18.00
“Truffe agli anziani, come difendersi?
incontro-dibattito
Con
– Kristina Tatenko – Presidente cooperativa sociale Armonia
– Un Rappresentante della Polizia di Stato
– Marco Olivieri – Presidente AGCI Lazio e vice presidente nazionale AGCI Imprese Sociali
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OSTIA: BARBATO (FDI):
“NESSUNA SECESSIONE, SERVONO PIU’ POTERI E MAGGIORE DECENTRAMENTO”
“Il dibattito sulla secessione di Ostia non ci appassiona e per quanto ci riguarda è superato e archiviato da tempo. Ostia non ha bisogno di essere abbandonata al suo destino. Piuttosto il contrario. Avrebbe bisogno di essere considerata finalmente un asset strategico per tutta la Capitale, un volano di sviluppo turistico e commerciale al pari del centro storico capitolino, essendo Roma l’unica Capitale europea ad avere un litorale. Bisognerebbe dotare Ostia di un decentramento spinto, come peraltro prevede quella riforma di Roma Capitale tanto attesa e invece affossata da Gualtieri.” Lo dichiara in una nota la consigliera capitolina Fdi Francesca Barbato.
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RIARMO, BARBERA(PRC): “MILIARDI ALLA NATO, BRICIOLE AL WELFARE”
“Giorgia Meloni annuncia con orgoglio – alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio UE – che l’Italia si presenterà al prossimo summit NATO con il 2,8% del PIL in spese per la difesa. Tradotto in italiano: decine di miliardi sottratti a sanità, scuola, trasporti, diritto all’abitare e lotta alla povertà per ingrassare l’industria delle armi e soddisfare le richieste della NATO.
Mentre milioni di persone fanno i conti con salari da fame, pensioni insufficienti, liste d’attesa interminabili e un costo della vita sempre più insostenibile, il governo trova risorse illimitate per il riarmo. È la fotografia di una destra che predica patria e popolo ma governa nell’interesse dei potentati economici e militari.
Meloni prova a vendere questa scelta come una necessità per la sicurezza nazionale. È una menzogna. La sicurezza non è comprare nuovi armamenti. La sicurezza è poter curarsi, avere un lavoro stabile, una casa, una scuola pubblica efficiente e un reddito dignitoso. Tutto ciò che il suo governo sta sistematicamente smantellando.
Siamo di fronte a un esecutivo che taglia il welfare e finanzia la guerra, che chiede sacrifici ai lavoratori e stende tappeti rossi ai produttori di armi. Un governo che considera più importante obbedire ai diktat della NATO che rispondere ai bisogni reali del Paese.
Bisogna opporsi con ogni mezzo politico e democratico a questa deriva militarista. L’Italia non ha bisogno di più armi. Ha bisogno di più diritti. Non ha bisogno di prepararsi alla guerra. Ha bisogno di costruire un futuro di pace e benessere”.
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«Accolgo con grande soddisfazione la decisione del Consiglio dei ministri, che ha revocato il via libera al progetto del mega parco eolico nel Viterbese. Era prevista l’installazione di 13 aerogeneratori nei comuni di Viterbo, Montefiascone e Celleno. Sarebbe stato l’ennesimo schiaffo al nostro territorio, già sfregiato dalla presenza selvaggia di decine di impianti rinnovabili. Quello del Governo Meloni è un intervento tempestivo e doveroso, che ha ascoltato il grido di dolore della Tuscia e ha scongiurato questa ipotesi».
«Un ringraziamento sincero va alla premier Giorgia Meloni e ai ministri del Governo, che ancora una volta hanno dimostrato attenzione concreta verso le comunità locali e la capacità di correggere scelte che rischiavano di compromettere paesaggio, agricoltura e qualità della vita. Purtroppo, una falla tecnica nell’iter autorizzatorio ha inizialmente fatto arrivare un parere positivo al progetto, poi prontamente revocata con l’atto di oggi. La tutela dei territori non si proclama a parole: si difende con atti chiari, tempestivi e coerenti».
«Per anni si è autorizzato qualunque tipo di impianto rinnovabile nel Viterbese senza una visione d’insieme, con la complicità dell’amministrazione regionale targata Zingaretti e il disinteresse dei governi di centrosinistra. Fa sorridere che i responsabili del disastro abbiano riscoperto improvvisamente il tema della tutela ambientale solo oggi, quando fortunatamente governano più. I territori meritano serietà, non bandiere da sventolare a giorni alterni».
«La posizione del centrodestra sia a livello nazionale che regionale è chiara: sì alle energie rinnovabili, ma dentro regole certe, pianificazione rigorosa e pieno rispetto del suolo agricolo, del paesaggio e delle comunità locali. Come ha ribadito già più volte anche il presidente Francesco Rocca. La Tuscia non può diventare il retrobottega energetico del Paese. Va difesa, governata e valorizzata, non sacrificata alla logica della speculazione».
Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, Giulio Menegali Zelli Iacobuzi.
Interrogazione urgente al sindaco Gualtieri
Esprimo il più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime degli ultimi drammatici incidenti avvenuti tra viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton, a Monteverde. Due tragedie nel giro di poche settimane, che impongono una riflessione seria e soprattutto interventi immediati”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha presentato un’interrogazione urgente sul tema al sindaco Roberto Gualtieri. “Viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton sono assi di grande viabilità di competenza diretta del Dipartimento lavori pubblici di Roma Capitale, quindi ricadono sotto la responsabilità dell’amministrazione capitolina. Non si può continuare a intervenire solo quando si è verificata l’ennesima tragedia. Dopo l’investimento mortale avvenuto a maggio su viale dei Colli Portuensi e quello registrato in queste ore su viale Isacco Newton, cresce la preoccupazione dei residenti. Non a caso il Comitato di quartiere Monteverde Nuovo ha avviato una raccolta firme chiedendo più sicurezza, migliore illuminazione, attraversamenti protetti e controlli sulla velocità. La sicurezza stradale deve tornare una priorità. Pedoni, anziani, famiglie e studenti hanno diritto a muoversi in sicurezza. Roma non può continuare a contare vittime mentre i cittadini sono costretti a raccogliere firme per chiedere interventi che dovrebbero già fare parte dell’ordinaria attività dell’amministrazione”, conclude il leghista.
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“I dati dell’ultimo Working Paper Ocse fotografano una realtà che come sindacato denunciamo da tempo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in grande difficoltà e gli italiani sono costretti a ricorrere al privato per curarsi”. Lo dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, commentando lo studio “Incentivising patient pathways in outpatient care”. Secondo il documento, sebbene l’Italia abbia un modello basato sul filtro obbligatorio del medico di famiglia (gatekeeping), la carenza di personale e le liste d’attesa infinite trasformano questo meccanismo in un collo di bottiglia. Lo studio analizza anche la compartecipazione alla spesa per le cure ambulatoriali, applicata dal 60% dei Paesi Ocse (22 su 38), rilevando che l’eliminazione dei ticket aumenta l’uso dei servizi del 10-20%, mentre i costi frenano la domanda soprattutto tra i redditi bassi. L’Italia non prevede pagamento per le cure primarie ma impone un ticket sulla specialistica fino a 36,15 euro, pur garantendo esenzioni per reddito, patologie croniche, disabilità e maternità. “Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, viene quotidianamente violato – prosegue Giuliano – perché curarsi è ormai un privilegio economico. Chi ha le risorse o un’assicurazione privata scavalca il pubblico per avere prestazioni in tempi dignitosi, mentre i malati cronici e le fasce deboli restano intrappolati in un sistema che non garantisce la continuità assistenziale”. La UGL Salute evidenzia come il ricorso al privato, stimolato dai disservizi, indebolisca il coordinamento pubblico delle cure. “Non bastano le regole formali – spiega il Segretario Nazionale – se poi il territorio non può rispondere ai bisogni di una popolazione anziana. Senza investimenti strutturali sulla medicina generale, sul personale e sulla riduzione dei ticket specialistici, il filtro pubblico diventa un ostacolo anziché una risorsa. Non c’è più tempo da perdere, bisogna potenziare le cure primarie, abbattere i tempi d’attesa e rimettere al centro la protezione dei cittadini e la dignità del lavoro dei professionisti sanitari, unici pilastri capaci di garantire l’universalità del sistema”.
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