mercoledì 18 settembre 2019,
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Nanga Parbat, Messner:”Scalarlo non è atto eroico”

scritto da Redazione
Nanga Parbat, Messner:”Scalarlo non è atto eroico”

Reinhold Messner, che, sul Nanga Parbat ha perso il fratello, racconta: “A Daniele Nardi, tre o quattro anni fa, dissi che salire sullo sperone Mummery non è un atto eroico, ma è stupidità”. Lo scalatore parla poco, dopo aver appreso la notizia del riconoscimento dei corpi senza vita di Nardi e Ballard sulla parete del Nanga Parbat e ricorda con dolore e amarezza il suo incontro con l’alpinista di Latina, che aveva cercato di dissuadere dal suo progetto.
“Pare che siano morti a 6.000 metri, nell’angolo più pericoloso della parete, adesso però è troppo tardi per dire che in quell’angolo io non ci andrei”, spiega l’alpinista che proprio lì, nel 1970, vide morire il fratello Gunther, mentre stavano scendendo dopo aver raggiunto la vetta. “Certo, chi va in montagna rischia sempre – aggiunge Messnert – però l’arte dell’alpinismo sta nella capacità di superare difficoltà e di evitare pericoli e in quell’angolo di Nanga Parbat, alla base del Mummery, non si possono aggirare i pericoli e un bravo alpinista in quell’angolo non va”.

Il pensiero di Messner è dedicato ai familiari delle due vittime: “Siccome andare lì a piedi è troppo pericoloso, mi auguro che in primavera un elicottero specializzato vada a prendere i due corpi per restituirli ai loro cari, prima che la neve e il ghiaccio li sommergano”, come avvenne per il fratello di Messner, ‘restituito’ dal ghiacciaio solo 35 anni dopo l’incidente. “E’ fondamentale – insiste – che i loro congiunti abbiamo la possibilità di capire, di sapere, perché tutto questo è capitato alla fine del mondo e una persona normale non può immaginare: il Nanga Parbat è una montagna molto complessa, pericolosa, che ha una storia terribile”.
E di questa storia, dopo esserci salito in solitaria una seconda volta nel 1978, Messner è stato uno dei protagonisti: “Quando abbiamo trovato il corpo di mio fratello – racconta – ho portato tutta la mia famiglia alla base di questa montagna per poter raccontare loro che cosa era successo: avevano la necessità di capirlo emozionalmente, spero che anche i parenti di Nardi e Ballard possano fare un’esperienza simile, prima o poi”.(Agenzia Ansa)

1 Commento

  • In una intervista del 2012 Messner dice che l’Annapurna è più pericolosa del Nanga Parbat (escludendo la salita via Mummery o meno questo non lo dice).
    Giustro per la cronaca e ditemi se sbaglio. Lo Sperone Mummery fu scalato fino a 6350m nella prima spedizione di Nardi, due volte, già nella prima spedizione dell’inverno 2012 insieme alla francese Reval (che fu salvata dal primo cadendo in un crepaccio), praticamente “risolvendo” la maggior parte dello sperone che termina a 6650m (inizia da 5100m). Se non ricordo male Nardi ha effettuato 7 spedizioni (compresa l’ultima, 2 in concatenamento con altre cime) salendo su e giù da quello Sperone per almeno (non ricordo bene) 30 volte, tra parziali e quasi, totali ascensioni sempre in inverno.
    Quest’anno Nardi e Ballard erano arrivati a 6450m.
    Nel 2018 perì Tomasz @czapkins sul #NangaParbat. Elisabeth @ZabRevol fu salvata da team polacco. Tomasz Mackiewicz fu ricordato con tutti gli onori come un EROE in Patria. Fortunato a non vedere merda-media e commenti bestiali relativi da “15min di celebrità” in #Tirolo.

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