mercoledì 14 Aprile 2021,

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Legambiente Terracina presenta i dati della Quarta Edizione del Rapporto “Ecosistema urbano di Terracina 2020”

scritto da Redazione
Legambiente Terracina presenta i dati della Quarta Edizione del Rapporto “Ecosistema urbano di Terracina 2020”

Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” con la collaborazione di Legambiente Lazio e Legambiente Nazionale ha presentato “IV° RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2020 DELLA CITTA’ DI TERRACINA”. All’evento hanno partecipato: Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, Mirko Laurenti, responsabile aree urbane di Legambiente Nazionale e autore di Ecosistema Urbano nazionale per le città capoluogo di provincia, Nicola Riitano, Coordinatore del Comitato Scientifico di Legambiente Lazio, Gabriele Subiaco, Responsabile Dipartimento Scientifico del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”. Nel corso dell’evento è stata anche presentata una sintesi del Rapporto Ecosistema Urbano 2020 nazionale, una sintesi della proposta di Legambiente in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con particolare riferimento al Lazio e il rapporto Comuni Ricicloni 2020 per il Lazio con una analisi comparativa regionale del dato di Terracina in merito alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare. L’evento è stato trasmesso in diretta streaming ed è visionabile sulla pagina facebook del Circolo al linkhttps://www.facebook.com/circololegambienteterracinapiscomontano/videos/138826551466804 .

Il Rapporto Ecosistema Urbano 2020 Legambiente Terracina che il Dipartimento Scientifico del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, diretto dall’ing. Gabriele Subiaco, ha elaborato, è basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme ad Ambiente Italia e a “Il Sole 24 Ore”, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano, Rapporto Nazionale 2020. Anche quest’anno il quadro che emerge per Terracina, confrontata con analoghe città italiane, è sicuramente di luci e ombre:

  • QUALITA’ DELL’ARIA: buona la qualita’ dell’aria (biossido di azoto, ozono e polveri sottili) anche se il PM10 è superiore alla media di riferimento e ai limiti stabiliti dal OMS (organizzazione Mondiale della Sanità). I dati andrebbero meglio consolidati predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura soprattutto per la rilevazione dell’ozono nel periodo estivo e delle polveri sottili nel periodo invernale;
  • QUALITA’ DELL’ACQUA E DEL SISTEMA IDRICO: ottimo il consumo idrico pro-capite (121 litri/giornalieri ad abitante), ma occorre investire di più sulle nuove tecnologie, sulla manutenzione straordinaria e sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli, per contenere la dispersione idrica molto elevata (siamo al 70%), con un dato che addirittura peggiora negli anni, e ampliare la raccolta della rete fognaria da cui resta fuori una fetta ancora non marginale (12%) di popolazione, tenendo sotto controllo gli adeguamenti tariffari (+15% dal 2014 al 2019), la morosità e l’abusivismo degli allacci. Occorre una grossa spinta sugli investimenti pubblici, insufficienti, per l’ammodernamento della rete idrica che non possono essere sostenuti solo dalla tariffa. Importante da questo punto di vista l’inserimento del progetto di rifacimento della rete idrica della province di Latina e Frosinone tra i 170 progetti del Recovery Plan di Legambiente. Vanno diffuse le buone pratiche di recupero e riuso delle acque (meteoriche, grigie, etc.). L’analisi della qualità delle acque superficiali va estesa ai possibili inquinanti derivanti dall’uso intensivo dei prodotti chimici in agricoltura. A questo proposito segnaliamo l’attività del Laboratorio “Goletta Verde a Terracina” dell’ ITS A. Bianchini che si è dotato, grazie anche a Legambiente, di strumentazioni e protocolli di analisi in linea con le necessità del nostro territorio e che già opera come riferimento territoriale.
  • RIFIUTI: siamo sulla buona strada relativamente alla raccolta differenziata (75,76%) (che conferma anche nel 2019 Terracina nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente che quest’anno sono diventati 177) ma occorre fare più attenzione sia alla produzione pro-capite di rifiuti che alla produzione pro-capite della costosa e inquinante frazione indifferenziata, con la prima in aumento da tre anni e la seconda che diminuisce leggermente quest’anno (136,8 Kg/pro-capite), rispetto all’anno precedente, ma ancora molto lontana dai migliori Comuni, i Comuni Rifiuti Free che producono meno di 75Kg/pro-capite di indifferenziata. E’ necessario inoltre ottimizzare i costi di gestione del servizio (più elevati della media nazionale), anche per poter ridurre significativamente la Tari, applicando al più presto la Tariffa puntuale che premia chi fa bene la raccolta differenziata, la cui attuazione era stata prevista nel Lazio dal 2020. Particolarmente importante, dato l’impegno profuso dalla Rete Plastic Free Beaches di Terracina, una rete territoriale di prevenzione e contrasto alle plastiche creata da Legambiente e sottoscritta dalla Amministrazione e da molte categorie e scuole e che rappresenta una buona pratica cittadina, è l’indicatore di produzione della Plastica differenziata (18,37 KG/abitante anno) ancora lontano dalla soglia dei 10 KG/pro-capite che determina l’ingresso nella classifica dei Comuni #plasticfree premiati da Legambiente. Segnaliamo anche una interessante buona pratica con l’utilizzo della App mobile denominata Junker, completamente personalizzata per il territorio, che supporta il riconoscimento e la corretta classificazione dei rifiuti e le segnalazioni di rifiuti abbandonati ma che dovrebbe essere maggiormente conosciuta e diffusa;
  • MOBILITA’: ancora troppe le auto nella nostra Città (siamo saliti addirittura dal 60,69 ogni 100 abitanti del 2018 al 62,62 del 2019), e continua ad essere molto scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (4,49 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 37,32), addirittura in diminuzione rispetto al 2018. Questo indicatore mostra uno scarsissimo utilizzo del TPL (trasporto pubblico locale) che va sicuramente promosso con campagne mirate di comunicazione e sensibilizzazione, limitando l’uso dell’auto privata, considerata anche la vocazione turistica della nostra città. L’offerta del trasporto pubblico locale (9,85 km/vettura ad abitante rispetto ad una media delle città confrontabili di 19,47), seppur sotto la media, risulta comunque adeguata al grado di utilizzo del servizio. Segnaliamo anche la buona pratica dell’utilizzo di una moderna app mobile di infomobilita’ su piattaforma MOOVIT, che permette di monitorare l’arrivo e la partenza degli autobus alle fermate, che dovrebbe incentivare l’utilizzo del servizio, riducendo i tempi di attesa, ma che dovrebbe essere maggiormente conosciuta e diffusa nella popolazione. La mobilità ciclabile va invece migliorata riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza (8,1 Km complessivi) e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro, ma resta ancora fortemente penalizzata la mobilità lenta (soprattutto pedonale) con poche isole pedonali, e assenza completa di ZTL, zone 20 e zone 30. Sono poi completamente assenti i servizi di green mobility come car sharing, car pooling, bike sharing. Importante poi avere finalmente un Piano delle Mobilità inclusivo anche della Mobilità Sostenibile, che deve scaturire da una progettazione partecipata con tutti i portatori di interesse, per una pianificazione della mobilità cittadina ispirata a moderni criteri europei;
  • VERDE URBANO: gli indicatori di Verde Urbano per Terracina (verde pubblico disponibile, verde urbano fruibile, densita’ degli alberi in citta’, aree dedicate a orti urbani e sociali, superficie percorsa dal fuoco, strumenti di pianificazione come il Piano del Verde, Regolamento del Verde, Censimento del Verde, Catasto degli Alberi) sono molto carenti rispetto alla media delle città confrontabili. In particolare l’estensione pro-capite di verde fruibile a Terracina che e’ di 4,78 mq/abitante contro una media di città confrontabili di ben 47 mq/abitante, un valore che è addirittura sotto il valore previsto dagli standard urbanistici che è di 9 mq/abitante, e questo è davvero molto critico per una città a vocazione turistica ma che sconta una storica carenza di Verde. Devono essere adottati al più presto moderni strumenti di pianificazione e vanno aperte, curate, sistemate ed attrezzate le aree verdi esistenti e create nuove aree verdi in particolare nelle aree di recente crescita della densità urbanistica. Importante la buona gestione dei parchi, la riapertura dei Parchi chiusi e abbandonati, come recentemente avvenuto per il Parco del Montuno, anche grazie all’impegno del nostro Circolo Legambiente, e del Parco della Fossata, come pure sviluppare progetti di forestazione urbana come quello da noi proposto denominato “Mosaico Verde”, deliberato dalla Amministrazione ma di fatto purtroppo ancora non operativo, assegnare gli spazi per gli orti urbani e sociali, e continuare a gestire con cura il rischio incendio per non ripetere i disastri anche del recente passato, e a tale proposito segnaliamo la buona pratica della nostra Amministrazione di aver creato ormai da due anni una rete di avvistamento antiincendio boschivo, coordinata dalla Protezione Civile e dalla Polizia Municipale, con il coinvolgimento di molte associazioni di diversa tipologia, tra le quali vi è anche il nostro Circolo. A Terracina infatti la Percentuale di superficie (boscata e non boscata) bruciata nel periodo 2013-2018 risulta pari al 3,62% con un totale di 492,2 ettari andati in fumo, oltre 3 volte la media nazionale che è del 1,18%.
  • CONSUMO DI SUOLO: il consumo di suolo alto (12,01%) va ridotto e regolamentato meglio anche con norme urbanistiche specifiche, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio (frane e inondazioni) che interessa un terzo (32,29%) della superficie del nostro Comune con migliaia di persone a rischio e al fenomeno dell’erosione costiera che impatta su oltre il 50% delle nostre coste basse mettendo a rischio un pezzo importante dell’economia balneare della nostra Città. Vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave, avendo Terracina ben 6 cave sul proprio territorio contro una media di città confrontabili di soli 2,9, cave che deturpano fortemente il paesaggio della città e costituiscono un grave fattore di degrado ambientale. Inoltre negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione della superficie agricola utilizzata (SAU) che si è ridotta di oltre il 25% e questo è un dato molto critico per un Comune in cui l’agricoltura rappresenta un settore chiave dell’economia.
  • ENERGIE RINNOVABILI: il dato davvero basso del fotovoltaico installato nella nostra Città, (119 KW/1000 abitante contro una media nazionale di 347 KW/1000 abitante), dato che ci allontana inesorabilmente anche da altre città della nostra Provincia, ci dice che occorre iniziare con convinzione a pianificare, promuovere e sviluppare le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica sfruttando le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la Città, partecipando ad iniziative importanti nazionali come Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’energia. Rileviamo la positiva novità del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), adottato a giugno del 2019 dal nostro Comune che va però attuato con le necessarie risorse economiche ed integrato anche con le azioni relative all’adattamento ai Cambiamenti Climatici, più che mai necessarie, visto anche quanto amaramente sperimentato in questa Città il 29 ottobre del 2018. In tema di Sostenibilità, occorre adeguare il Piano di Azioni di Agenda 21 locale, che risale al 2007, con obiettivi, azioni ed indicatori traguardando il 2030. E’ necessario adeguare il Regolamento Edilizio con norme e misure che incentivino l’uso delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, il risparmio idrico, la tutela del suolo, rendendolo uno strumento fondamentale per rendere operativa e reale la conversione alla sostenibilità della Città. Inoltre segnaliamo l’approvazione all’unanimità del Consiglio Comunale, della Dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale, come da proposta del nostro Circolo avvenuta il 13.12.2019 della quale attendiamo la pratica applicazione.
  • REATI AMBIENTALI: i dati dell’illegalità ambientale nella provincia di Latina (8° posto nella classifica nazionale delle 110 provincie italiane – Rapporto Ecomafia Legambiente 2020) relativi ai reati nel ciclo dei rifiuti, contro gli animali e la fauna, negli incendi boschivi e nel ciclo del cemento, testimoniano di una situazione che merita grande attenzione nell’azione di controllo e di repressione del fenomeno. Da quest’anno inizieremo come Circolo locale, un monitoraggio degli ECOREATI a Terracina, in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine come primo nucleo di guardie ambientali e zoofile volontarie di Legambiente della provincia.

La presentazione dei risultati e dei trend ha introdotto e stimolato il dibattito su facebook, con una serie di domande pervenute dal pubblico sulle criticita’ relative al verde urbano, alla risorsa idrica, ai trasporti pubblici locali ma anche ai reati ambientali in crescita sul nostro territorio. “Il Rapporto è uno studio analitico sulla città di Terracina che il nostro Circolo porta avanti da quattro anni applicando la stessa metodologia che Legambiente assieme ad Ambiente Italia e a Il Sole 24 Ore utilizza per il rapporto annuale dedicato alle Città capoluogo di provincia. Uno studio che vuole essere un agile strumento per guidare la citta’ con una maggiore consapevolezza verso importanti obiettivi futuri” dichiara l’Ing. Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente Terracina, autore del Rapporto.

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