venerdì 29 maggio 2020,
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Latina. Vicenda Lollo e compagnia bella

scritto da Redazione
Latina. Vicenda Lollo e compagnia bella

Le vicende giudiziarie riguardanti i gravi comportamenti del Giudice Lollo e dei suoi accoliti “professionisti di fiducia”  sta assumendo, con il passare dei giorni,  i contorni di un vero e proprio “gossip giudiziario” insopportabile a fronte di tante imprese spinte al fallimento con  imprenditori e lavoratori truffati e beffati.
Infatti, dichiara D’Arco, le stesse cronache giornalistiche, pur meritevoli per i loro servizi giudiziari puntuali, dimenticano troppo spesso che in questo scenario ci sono tanti imprenditori e diverse centinaia di lavoratori che hanno perso enormi patrimoni, il loro  lavoro  e subìto danni enormi  economici, sociali, morali e anche biologici.
Ritengo inoltre gravissimo il silenzio colpevole e la mancata costituzione in giudizio da parte della Provincia di Latina che, insieme alla Prefettura di Latina e con le parti sociali, aveva pur svolto in passato un ruolo importantissimo di coordinamento del Tavolo Istituzionale di Concertazione  appositamente costituito per le crisi industriali.
In questo quadro appare sempre più stringente la necessità e l’urgenza  di assumere iniziative chiare e forti, anche legali, da parte delle organizzazioni provinciali degli imprenditori, dei sindacati ed anche da parte della Camera di Commercio di Latina al fine di rimettere al centro dell’attenzione delle istituzioni e  dell’opinione pubblica il tema dei diritti degli imprenditori e dei lavoratori e dare  loro giustizia per i gravissimi danni subiti.
Diversamente si rischia di perdere definitivamente la fiducia, già gravemente compromessa, nei confronti sia delle istituzioni pubbliche che delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali.
Per questo chiederò anche formalmente, nella mia qualità di imprenditore e di dirigente di Federlazio, l’assunzione di iniziative legali e istituzionali  da mettere urgentemente in campo da parte delle Organizzazioni Imprenditoriali e dei Sindacati provinciali per rendere giustizia (economica,  sociale e morale) agli imprenditori ed ai lavoratori, prima truffati e poi anche beffati. Non possiamo permettere, conclude D’Arco, che a pagare i guasti giudiziari e del malaffare di questa brutta vicenda siano sempre e soltanto i lavoratori e chi  intraprende attività produttive e imprenditoriali.

Silvio D’Arco

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