mercoledì 23 ottobre 2019,
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Latina. Senza PUA

scritto da Redazione
Latina. Senza PUA

Pua, ad un mese dall’inizio della stagione il Comune non dà segnali: l’attacco di Rita Schievano di FdI. È trascorso più di un mese dall’ultima convocazione della commissione “governo del territorio e lavori pubblici” con all’ordine del giorno il tema del P.U.A ,ad oggi, manca meno di un mese all’avvio della stagione balneare, che salvo sorprese inizierà stando alle ordinanze balneari precedenti il 1 Aprile 2019 (precedenti, perché l’ordinanza balneare 2019 ovviamente non è ancora pronta neanche quest’anno).

Il cronoprogramma che l’amministrazione LBC si era prefissato , rispetto al P.U.A è fuori tempo massimo; si era consapevoli che non sarebbe stato possibile dotarsi di un P.U.A. per la stagione balneare 2019 come più volte sottolineato dal nostro capogruppo comunale Nicola Calandrini durante le varie sedute di commissione ,ove a più riprese è stato chiesto all’ amministrazione di adottare provvedimenti diversi per uscire dal limbo, e per dare risposte non solo ai balneari ma al comparto turistico della marina.
Le attività turistico ricreative situate nel territorio del comune di Latina, anche per la stagione balneare 2019 dovranno correre contro il tempo per ri-montare le loro strutture e in ogni caso difficilmente potranno essere in grado di offrire servizi per la data del 1 aprile (il famoso bluff della mini-destagionalizzazione infatti non tiene conto dei tempi tecnici per montare le strutture) ,ci sarà meno spiaggia per posizionare gli ombrelloni poiché nessun intervento di ripascimento e di difesa della costa è imminente malgrado i proclami dell’assessore all’ambiente Roberto Lessio nonostante la delibera di giunta della Regione Lazio abbia stanziato somme ingenti per azioni d’urgenza, sarà inoltre impossibile destagionalizzare anche nel 2019.
Nulla di fatto neanche sul fronte della manutenzione alle infrastrutture (passerelle), così come per il piazzale Vasco de’ Gama e nessun lavoro eseguito a piazza dei Navigatori.
Nessuna novità dunque per il comparto della marina, nessun atto amministrativo pronto per dare soluzioni immediate a chi investe sulla marina nel comune di Latina.

L’amministrazione LBC si preoccupa al momento di “estendere la delibera di giunta 234/2018, che autorizza privati ad utilizzare aree di proprietà o in uso che insistono sulla marina di Latina, lato monte, come parcheggio a pagamento rispettando le tariffe delle aree di sosta comunali, per incrementare il numero di parcheggi sul litorale” e di attuare la classificazione degli stabilimenti balneari come previsto dagli articoli 8 e 9 del regolamento regionale n.11 del 15 luglio 2009, che prevede l’assegnazione delle cosiddette “stelle marine”.
Lodevoli proposte della consigliera Maria Grazia Ciolfi , se non fosse che attualmente le problematiche della marina sono ben più serie rispetto a stelle e strisce che servirebbero qualora avessimo un lungomare attrattivo per i turisti.

Turisti che difficilmente troveranno invitante un lungomare che con molta probabilità è riuscito a perdere il vessillo della bandiera blu, a causa del non raggiungimento della soglia minima di raccolta differenziata. Situazione che peraltro potrebbe far chiedere un risarcimento da parte degli operatori perché dovuta ad inadempienza.
Ancora una volta, questa amministrazione che si dichiara favorevole allo sviluppo turistico della marina, favorevole alla destagionalizzazione, che ad ogni primavera è pronta ad interventi di ripascimento che sono solo una chimera, non interviene con atti concreti, volti ad agevolare la burocrazia ed impedisce anche quanto previsto dalla LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145, legge 246.” I titolari delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo e dei punti di approdo con medesime finalità turistico ricreative, che utilizzino manufatti amovibili di cui alla lettera e.5) del comma 1 dell’articolo 3 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono mantenere installati i predetti manufatti fino al 31 dicembre 2020, nelle more del riordino della materia previsto dall’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.”.
La LEGGE 246 è sufficientemente chiara, e se l’amministrazione LBC volesse realmente risolvere qualche problema legato alla marina potrebbe immediatamente renderla attuativa. (considerato che detta legge è del 30 dicembre 2018)
Le risposte date durante il question time del 21 febbraio scorso dall’assessore Roberto Lessio relative alla legge 246 ,lasciano supporre o che ancora una volta quest’amministrazione confonde la destagionalizzazione con la possibilità di mantenere istallate le strutture o che l’amministrazione non ha alcuna volontà di agire affinché ciò sia reso possibile, poiché si adducono soluzioni quali nuove delibere di consiglio che ne regolamentino l’eventuale apertura. Per fare chiarezza, la legge 246 in primis non menziona eventuali aperture, (non avrebbe senso la data indicata nella legge stessa) “…possono mantenere installati i predetti manufatti fino al 31 dicembre 2020, nelle more del riordino della materia….”, inoltre una nuova delibera che indica modalità di apertura degli stabilimenti non potrebbe essere attuativa in mancanza del P.U.A. e di questo l’ assessore ne è perfettamente consapevole.
Dopo le innumerevoli promesse sulla marina, i tanti proclami a mezzo stampa, ci si chiede quali siano le reali intenzioni di questa amministrazione, perché allo stato attuale non c’è alcuna corrispondenza tra le affermazioni rilasciate e gli atti amministrativi a supporto di quanto ormai dichiarano da tempo, giunti alla terza stagione balneare amministrata da LBC , purtroppo con rammarico si deve constatare che il solo intervento effettuato sulla marina di Latina è stato il cambio di direzione di un senso unico.
“Latina anche città di mare” rimane un’utopia.

Rita Schievano

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