sabato 17 novembre 2018,
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Latina – politica. La maggioranza Lbc assente per motivi “personali”

scritto da Redazione
Latina – politica. La maggioranza Lbc assente per motivi “personali”

È un botta e risposta tra opposizione e maggioranza dopo il consiglio comunale di questa mattina andato deserto per l’assenza di tutta la maggioranza di Lbc. Il centro destra attacca: «Coletta minoranza in città e ora anche in consiglio comunale, il sindaco prenda atto del suo fallimento e si dimetta». Lbc invece replica: «Seconda convocazione è prassi normale, nessuna crisi oggi assenti per motivi personali».

«Non solo Coletta in questi anni è diventato progressivamente minoranza in una città che aveva illuso e sedotto con promesse mai realizzate, precipitandola invece nell’incuria e nel degrado, ma oggi il sindaco di Latina si ritrova appeso ad un filo anche in Consiglio Comunale dove non ha più i numeri per imporre come fatto finora le sue scelte scellerate e dannose”.
Così i consiglieri di opposizione della Lega Massimiliano Carnevale e Matteo Adinolfi, di Forza Italia Alessandro Calvi, Giovanna Miele e Giorgio Ialongo, quelli di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, Matilde Celentano e Andrea Marchiella, oltre all’indipendente Matteo Coluzzi, dopo che la maggioranza questa mattina ha disertato in blocco il Consiglio Comunale.

“Con l’assenza della maggioranza questa mattina in consiglio Comunale – prosegue l’opposizione -, Lbc ha certificato tutta la sua crisi e ha calpestato in primo luogo gli interessi dei cittadini di Latina, offrendogli una pagina del suo nuovo libro molto più brutta e dannosa di quanto abbia mai fatto la vecchia politica.

Ridurre l’assise cittadina ad una mera riunione di Condominio con tutti i quei punti all’ordine del giorno presenti nella convocazione e data l’importanza degli argomenti che avrebbero dovuto essere trattati e discussi rende, bene l’idea di una parte della maggioranza e di un presidente del Consiglio Comunale che pensano di poter disporre in manier autoritaria e autoreferenziale della cosa pubblica.

L’urbanistica, il rapporto del Comune con la sua Azienda speciale, sono temi che meritano approfondimento e confronto e non possono essere ridotti ad un semplice appello per alzata di mano da parte di chi non ha nemmeno saputo confrontarsi all’interno del proprio movimento.
Lbc è oramai un progetto fallito e di questo fallimento stanno pagando le conseguenze tutti i cittadini di Latina. Ci auguriamo che Coletta abbia un minimo di lucidità politica e, nell’interesse dei suoi concittadini, presenti le sue dimissioni senza ridurre il Consiglio comunale ad un suk, dove contrattare, di volta in volta, l’appoggio di quei consiglieri di Lbc che oramai hanno aperto gli occhi sulla sua incapacità amministrativa e su quella di alcuni suoi assessori».

Una chiave di lettura però assolutamente contestata da Lbc che rimarca la normalità della prassi di tenere un Consiglio Comunale in seconda convocazione, così come avviene in quasi la totalità dei comuni italiani.

«Nella serata di ieri si è svolta una riunione del gruppo consiliare di Latina Bene Comune – spiegano nella loro nota i consiglieri di Lbc -, nel corso della quale si è votata la conferma del capogruppo Dario Bellini e dei due vice capigruppo nelle persone di Olivier Tassi e Valeria Campagna.

La maggioranza è coesa a differenza da quanto prospettato da alcuni membri dell’opposizione in consiglio comunale.

Si precisa inoltre che neanche l’assenza odierna in consiglio comunale da parte dei consiglieri di Lbc, con la conseguente mancanza del numero legale, è sintomo di crisi. Per oggi erano infatti previste diverse assenze per motivi personali e lavorativi: perciò si è ritenuto opportuno usare la seconda convocazione – una prassi consolidata in numerose amministrazioni ed usata in più occasioni anche a Latina – al fine di garantire il voto su temi importanti per la città che sono all’ordine del giorno e che hanno scadenze improrogabili o urgenti come in questo caso. Nessuna aria di crisi quindi.

Presupporre, inoltre, che i lavori d’aula siano portati avanti con l’esclusivo apporto della maggioranza, come attualmente stanno facendo i gruppi consiliari di opposizione nei loro comunicati e nei fatti, equivale a svilire il ruolo stesso di questa assise, che è e rimane invece un luogo di incontro e confronto tra le varie forze politiche. Un esempio di quanto affermato, a cui assistiamo da sempre, è il voto in aula sui debiti fuori bilancio creati dalle amministrazioni precedenti: vengono responsabilmente votati in modo solitario dall’attuale maggioranza, con l’opposizione che invece esce dall’emiciclo».

Valeriano Cervone

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