sabato 17 novembre 2018,
Ditta edile artigiana Picone Vincenzo
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Latina. Acli comunica

scritto da Redazione
Latina. Acli comunica

Il Senato approva il Dl Sicurezza. Un provvedimento che provocherà un aumento dell’irregolarità

 

Il Decreto-Legge 4 ottobre 2018, n.113, su cui il governo ha posto la questione di fiducia, introduce nella prima parte radicali cambiamenti nella disciplina dell’asilo, dell’immigrazione e della cittadinanza.

In primo luogo siamo preoccupati del passaggio dal permesso di soggiorno per motivi umanitari (pensato come clausola generale dalla precedente disciplina) ad un ristretto numero di permessi di soggiorno per “casi speciali”, che rischia di far cadere in una condizione di irregolarità le circa 140.000 persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, tra cui anche neomaggiorenni, esponendoli al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza. Dei casi speciali, ci preoccupa che tali permessi di soggiorno siano configurati come autorizzazioni precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che, dopo il primo anno di applicazione della nuova disciplina, si produrrà irregolarità e lavoro nero.

Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà l’illegalità, renderà più fragile la coesione sociale, renderà più difficile per le imprese reperire legalmente mano d’opera giovane e motivata, ad esclusivo vantaggio dagli imprenditori disonesti e della criminalità organizzata. Il sistema di accoglienza pubblico Sprar viene sacrificato a favore dell’accoglienza straordinaria (CAS), che presenta standard di qualità oggettivamente inferiori a quelli dello SPRAR. Si diffondono così inoltre grandi centri d’accoglienza collettivi.

Il decreto comporta serie implicazioni per il diritto alla salute, sia rispetto alla possibilità di accedere pienamente al SSN, sia rispetto alle condizioni sociali che concorrono a determinare la salute fisica e mentale delle persone. Appare inoltre di estrema gravità lasciare che i bambini che arrivano in Italia con la propria famiglia rimangano senza una presa in carico immediata e un’accoglienza dedicata. Siamo invece convinti che non possa esservi davvero sicurezza senza la consapevolezza che, di fronte all’assenza di flussi di ingresso regolare e a un drastico calo degli sbarchi, occorre favorire al massimo l’integrazione e non avventurarsi in norme che rischiano di allargare l’irregolarità. Il Tavolo Asilo guarda dunque con grande preoccupazione al mancato di senso di responsabilità istituzionale nelle politiche sull’immigrazione. In particolare consideriamo inutile e sbagliato impegnare risorse per l’allungamento della detenzione amministrativa degli stranieri, provvedimento che in passato ha già dimostrato di essere inefficace. Nel contempo le politiche di promozione dell’integrazione vengono sacrificate , sottraendo risorse umane e finanziare. Per la stessa protezione internazionale sono previste procedure basate solo sulla celerità, che riducono lo spazio del diritto d’asilo, senza garantire un giusto procedimento e, in molti casi, senza nemmeno consentire l’ingresso del richiedente asilo sul territorio nazionale. Conoscendo la situazione delle carceri italiane, ci preoccupa infine anche l’aumento delle pene detentive motivate solo dalla irregolarità del soggiorno per coloro che sono stati respinti od espulsi. Infine ci preoccupa la grave involuzione di civiltà giuridica rispetto alle procedure per l’acquisto della cittadinanza. Appare infatti fortemente discriminatoria la decisione di determinare in ben 48 mesi il termine per la definizione delle domande di cittadinanza da parte di persone residenti in Italia già da molti anni. Purtroppo, con la votazione della fiducia, nessun dibattito in aula è stato possibile al Senato. Tuttavia continuiamo a sostenere che per il bene del Paese e la sicurezza di tutti non conviene aumentare l’irregolarità ma rafforzare i percorsi di integrazione.

A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Avvocato di Strada, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CIR, CNCA, Comunità di S.Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Medici Senza Frontiere, Mèdicins du Monde Missione Italia, Oxfam Italia, Save The Children Italia, Senza Confine del Tavolo Asilo Nazionale.

Calamità ed ambiente, riunione speciale Acli Latina

Le ACLI Provinciali di Latina hanno riunito un Consiglio tematico sull’ambiente dopo gli eventi della settimana scorsa e hanno espresso la seguente posizione espressa dal Presidente provinciale Maurizio Scarsella e dal Presidente provinciale ACLI TERRA Agostino Mastrogiacomo.

Le ACLI Provinciali di Latina hanno partecipato lo scorso 30 settembre a Santi Cosma e Damiano, presso la Mancop, alla giornata diocesana per la Cura del Creato, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana ed oggi, dopo la devastante azione del meteo, che ha flagellato la provincia pontina, pongono alla politica e alla comunità tutta alcuni temi, che rientrano proprio nell’azione di cura dell’ambiente.

Storicamente eventi atmosferici particolari, questa provincia li ha avuti, afferma il Presidente Maurizio Scarsella, i filari di eucaliptus erano stati posti proprio come barriere frangivento, oggi c’è qualche riflessione da fare.

Non è una provincia che è stata immune in passato, da Suio ad Aprilia da fenomeni ambientali traumatici, oggi cosa succede?

Agostino Mastrogiacomo, Presidente provinciale di ACLI TERRA, continua segnalando che il dissesto idrogeologico del territorio l’avremmo potuto affrontare con il Piano nazionale “Italiasicura”, approvato due anni fa ed attualmente non funzionante, ma ora chi tutela la comunità con lavori di prevenzione o manutenzione?

La cura del territorio ha necessità di essere svolta per tre motivazioni che vanno oltre le scelte politiche: la sicurezza dei cittadini, la salute e lo sviluppo del lavoro.

La provincia di Latina non può attendere, riprendono Scarsella e Mastrogiacomo, guardando la morfologia delle fasce montuose e la vasta opera di bonifica della pianura.

Le Istituzioni locali, Regione, Provincia e Comuni, hanno reagito, ma per evitare nuove cronache drammatiche serve che lo Stato investa su questo territorio.

E’ una provincia che esprime la media anagrafica tra le più basse d’Italia, è la seconda più attrattiva per nuovi residenti dopo la Capitale, quindi ci sono indici di sviluppo visti dalla capacità della popolazione, ma ha bisogno di una attenzione da parte dello Stato.

Oltre alla strada Roma – Latina, quindi la mobilità, quello della cura del territorio è il tema che consideriamo strategico per la nostra comunità.

Scarsella puntualizza che per cura del territorio però si intende anche la manutenzione di tante aree degradate e rilancia la proposta di collaborazione tra amministrazioni comunali e terzo settore.

Brutta è stata la risultanza della classifica di Legambiente sulla cura delle scuole che riduce Latina tra le maglie nere d’Italia.

 

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