venerdì 19 ottobre 2018,
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“La storia terracinese raccontata in lingua”

scritto da Redazione
“La storia terracinese raccontata in lingua”

L’operazione, se vogliamo chiamarla così, che da diversi mesi stiamo conducendo sui mezzi di comunicazione di terza generazione, è quella di pubblicare fatti, storie e notarelle (quasi completamente scritte in dialetto) della Terracina d’altri tempi.

In verità dobbiamo dire che il successo travolgente che stiamo ottenendo, con la partecipazione attiva di migliaia di lettori a ogni post messo in rete, non lo aspettavamo.

Il retropensiero negativo era per una lingua dialettale, il terracinese, difficile da scrivere e oltremodo difficile da leggere e parlare più o meno correttamente, rispetto alle conoscenze che ci sono state tramandate dagli anziani e da qualche illuminato terracinese doc, come Genesio Cittarelli.

Invece i testi che abbiamo in archivio, constatato il risultato di gradimento, ci offrono un confortante viatico per andare avanti e produrre un successivo sforzo per “comunicare” una terracina storica nei fatti caratterizzanti della sua millenaria vicenda.

Apriamo quindi un nuovo percorso con uno scritto di Venceslao Grossi, intellettuale (termine che non uso a sproposito) e amante straordinario e vero della città, che sul finire degli anni ’80, per il periodico “Controcorrente” di cui ero direttore responsabile, lasciò a futura memoria interessanti interventi, tutti conservati con estrema cura.

Quello che pubblichiamo s’intitola Oddone di Lagery detto “Turbano”, il Papa eletto nella Cattedrale di Terracina, il primo fuori dalle mura di Roma, il banditore della Prima Crociata.

e.l.

 Oddone di Lagery detto “Turbano”

Di fronte al forte di Mirandola, presso Modena, al momento di ordinare l’attacco per scacciare la guarnigione francese, Giulio II°, mecenate di Raffaello d’Urbino,il sublime, eletto papa nel 1503 esclamò “Adesso vedremo chi ha le palle più grosse, io o il re di Francia”.

Questo l’uomo, questo il personaggio.

Più potente ancora e marcata la figura di Oddone di Lagery, incoronato pontefice nel 1088, quattrocento anni prima, con il nome di Urbano II°, tanto che gli avversari lo soprannominarono subito “Turbano”, a significazione dell’inquietudine che l’uomo sapeva produrre.

Entrambi miravano all’Imperium Ecclesiae, l’impero della chiesa, con la differenza sostanziale che l’uno usava la spada, l’altro la politica.

L’elezione di Urbano avvenne il 12 marzo a Terracina nella cattedrale di San Cesario, restaurata e riconsacrata dal Vescovo Ambrogio solo 14 anni prima, e per ragioni strettamente strategiche oltre per il prestigio del luogo.

Terracina, infatti, era possesso dell’Abate Desiderio di Montecassino, poi Papa col nome di Vittore III° per circa un anno, nonché portatrice di una lunga tradizione di vescovi provenienti dall’Abbazia.

Egli proveniva da una famiglia nobile della Champagne e per lui la carriera ecclesiastica era scontata.

Dopo lunghi anni di esperienza prima a Reims e poi nel monastero di Cluny dove divenne priore, approda a Roma per mezzo dell’Abate Ugo il Grande.

Qui Gregorio VII° gli affida alti incarichi di curia e nel 1078 lo nomina cardinale di Ostia.

Urbano, intellettuale di razza, grande oratore e diplomatico, e dotato di genio politico, nel giro di venti anni segneranno il secolo XI°.

Nella lotta delle investiture spegne la rigidità concettuale precedente e recupera la contrapposizione Papato – Impero, riaffermando indirettamente che la Chiesa di Roma è “l’unica porta di Cristo”, per tutti: ecclesiastici e laici.

Non trascurerà mai la considerazione del quadro politico generale, che vedeva oltre all’Imperatore d’Occidente, l’Imperatore di Bisanzio, i Normanni dell’Italia meridionale, le grandi monarchie di Francia e d’Inghilterra, il fenomeno comunale dell’Italia del nord, sul quale stenderà inesorabilmente la sua fitta trama diplomatica.

L’Italia padana e la Germania infine, a conclusione della sua strategia gli sono favorevoli.

Nel marzo del 1095 a Piacenza, Urbano tenne un concilio storico, in cui, alla presenza di tutte le ambascerie del mondo cristiano occidentale, con il riconoscimento generale, assistette al suo trionfo.

Nello stesso anno a Clermont indice un altro concilio, dove riafferma definitivamente il primato della chiesa negando all’amministrazione del sacro al sovrano e negando altresì la sacralità del potere regale.

Contemporaneamente, in maniera esplosiva, alla chiusura del concilio, indice la I° Crociata contro gli infedeli, che culminerà il 29 luglio del 1099 con la conquista di Gerusalemme.

Quindici giorni prima il 14 luglio moriva e il secolo si chiudeva sotto il segno di Oddone di Lagery detto “Turbano”.

Terracina, nella sua cattedrale, conserva il seggio marmoreo sul quale sedeva, e con esso il ricordo e la memoria di lui.

Il governo degli uomini la cosa più difficile da sempre, Urbano lo conosceva bene. Cosa imparare dunque da lui?

Questo solo si sappia: aveva studiato nell’università dell’Evo Medio, la Teologia, la filosofia, la Giurisprudenza, la Poesia.

Venceslao

Riproduzione riservata.

 

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