sabato 26 settembre 2020,

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“La provincia di Latina permeata da logiche criminali”

scritto da Redazione
“La provincia di Latina permeata da logiche criminali”

“L’analisi dell’andamento dei reati economici commessi nel circondario dimostra come la provincia di Latina sia permeata da un tessuto produttivo in parte infiltrato da logiche criminali“. Lo afferma il Procuratore capo di Latina, nella relazione dell’ Anno giudiziario 2020, presentata  in Corte d’appello a Roma.

Tra i diversi reati analizzati dal procuratore capo di Latina, Giuseppe De Falco quelli di natura economica assumono un peso specifico.

“Il dato appare emblematico – si legge nella relazione – di come il fenomeno sia spesso riconducibile ad un piano criminale connotato da professionalità coinvolte nella progettazione economica dell’andamento dell’impresa commerciale. Non è infrequente invero rilevare una sistematica pretermissione dell’Erario dalla spesa corrente delle imprese commerciali che, in un primo momento mediante omessi versamenti di Iva, nonché procedendo attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, giungono ad omettere la presentazione delle dichiarazioni fiscali, il deposito dei bilanci, fino a disperdere la contabilità ordinaria. E’ in tale fase che si assiste sempre di più a condotte di svuotamento dell’attivo patrimoniale delle aziende, spesso conferito in ‘Newco‘ ovvero in società qualificate dalla compartecipazione dell’imprenditore commerciale, che in tal modo massimizza il profitto estromettendo, fra i creditori privilegiati, l’Erario”.

La questione degli omessi versamenti fiscali viene riscontrata anche nelle piccole aziende. “Si constata – osserva il Procuratore – spesso come le piccole e medie imprese insediate sul territorio, soprattutto di natura familiare, nella prospettiva dell’evasione fiscale, mutino periodicamente forma mediante la strumentale messa in liquidazione di società gravate da imponenti debiti tributari e previdenziali; ciò che viene realizzato con la redazione di bilanci di liquidazione contraffatti, e in tal modo la dissimulazione dello svuotamento dell’attivo patrimoniale e del contestuale insolvenza”.

E ancora “non infrequenti sono e condotte di riciclaggio e auto riciclaggio dei principali assets delle imprese commerciali oggetto di distrazione mediante il trasferimento in favore di soggetti di comodo, ovvero il reimpiego in ulteriori attività economiche di fatto riconducibili al medesimo imprenditore commerciale”.

Il Procuratore De Falco cita il coinvolgimento di dottori commercialisti “nell’architettura criminale, tesa a consentire alle imprese commerciali la locupletazione di profitti illeciti in danno dei creditori, e fra questi in particolar modo dell’Erario, soggetto maggiormente pregiudicato soprattutto a causa dei tempi di reazione eccessivamente lunghi rispetto all’accertato inadempimento degli obblighi tributari”.

Ed è in questo contesto che fa riferimento alle inchieste Super Job e Arpalo: “Va altresì ricordato – si legge – come attualmente siano in corso dinanzi al giudice per le indagini preliminari ed in dibattimento processi abbreviati ed ordinari relativi a contesti dì criminalità economica organizzata, caratterizzati da imponenti evasioni, dal contributo di professionisti, dalla adozione di condotte corruttive di natura agevolatrice rispetto al gruppo strutturato e di riciclaggio dei profitti illeciti (fra cui le operazioni convenzionalmente denominate “Super Job” e “Arpalo”)”.

Con riferimento ai reati di natura economica in senso lato, De Falco segnala come appaiono significativamente ridotte le denunce in materia di usura bancaria, nel corso degli anni oggetto di ricorrente archiviazione in quanto “strumentali a mascherare casi di crisi finanziaria di imprese commerciali” avviate all’insolvenza tramite le richieste di sospensione delle procedure esecutive ed accesso al fondo antiracket e antiusura. “E’ stato tuttavia celebrato un processo per usura bancaria praticata in danno di un imprenditore locale che, all’esito del giudizio abbreviato, si è concluso con la condanna dell’amministratore delegato e della responsabile dell’Area Crediti dell’istituto bancario”, precisa però il Procuratore capo di Latina.

“Le denunce per usura di tipo per così dire tradizionale, sia pure in aumento rispetto al passato, sono comunque di numero sempre esiguo – aggiunge De Falco -, in confronto a quella che appare essere l’effettiva dimensione del fenomeno nel territorio. L’Ufficio cerca comunque di porre in essere tutti i necessari strumenti di tipo investigativo, in primis le intercettazioni della possibile vittima, per carpire notizie di reato in materia”.

Dettagliati i passaggi anche per altre tipologie di reato, in particolare quelli contro la pubblica amministrazione anche se “nel più recente periodo il dato complessivo dei procedimenti per i delitti contro è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo precedente”.

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