sabato 20 ottobre 2018,
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Italia digitale: i programmi dei partiti

scritto da Redazione
Italia digitale: i programmi dei partiti

Ho deciso di leggere i programmi elettorali dei principali partiti italiani in vista delle prossime elezioni politiche. Per provare a capire quali siano le loro intenzioni e i loro progetti per la politica digitale per i prossimi cinque anni. Ho cercato di farlo riducendo al minimo i miei commenti sui singoli punti e privilegiando un giudizio generale. Mi sono riferito esclusivamente ai programmi ufficiali, tralasciando eventuali posizioni espresse in interviste e dichiarazioni. Alcuni programmi hanno scelto di trattare i temi del digitale e dell’innovazione in una apposita sezione, altri hanno lasciato la politica delle reti dentro la trattazione generale.

 Massimo Martellini.

 

LIBERI E UGUALI

La sezione del programma di Liberi e Uguali che riguarda l’innovazione si intitola “Il mondo digitale”. È un documento breve, 5 paragrafi e 305 parole.Il primo paragrafo, quello più corposo, e il terzo, sono copia-incollati senza citazione dalla dichiarazione dei diritti Internet approvata dalla Camera dei Deputati. Il secondo paragrafo è una generica citazione della necessità di sfruttare le opportunità del digitale
Il quarto è uguale al secondo e dice che occorre tutelare la privacy dei cittadini.
Il quinto paragrafo è l’unico nel quale è possibile riconoscere una posizione di Liberi e Uguali sui temi del digitale. Riguarda la neutralità della rete e anticipa l’intenzione del Partito di Pietro Grasso di opporsi ad una eventuale riduzione della net-neutrality sull’onda di quanto accaduto in USA dopo la vittoria di Trump.

 

Voto: 3 

Paginetta di generiche buone intenzioni in parte scopiazzate in giro. Nessuna citazione concreta e nessuna proposta sui temi del lavoro, dell’informazione e della cultura nei nuovi contesti digitali. La posizione a favore della neutralità è apprezzabile.

 

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MOVIMENTO CINQUE STELLE

Il programma per l’Italia digitale del M5S è contenuto in una sezione intitolata “Telecomunicazioni” (un nome vetustissimo che non usa più nessuno). Come dice l’intestazione è “un programma per l’Italia scritto dagli italiani” e si vede. Si tratta di un lungo documento a metà fra il riassuntino per una ricerca del liceo e un bignami su alcuni temi tecnologici (cos’è la banda larga, cos’è il 5G ecc). Apprezzabile in ogni caso che ogni capitolo schematizzi alla fine quali siano le proposte del Movimento sui vari temi.

La posizione dei grillini sulla rete è che debba essere “a maggioranza pubblica”: come farlo concretamente non è chiarissimo, perché la frase è scritta in un cattivo italiano. In ogni caso si capisce che M5S è favorevole ad una rete pubblica separata dai servizi. Sul 5G il programma si balocca su questioni tecniche. Sull’accesso a Internet M5S chiede di risolvere il divario infrastrutturale e in seconda battuta quello economico. Inoltre immagina spazi pubblici per lo sviluppo delle competenze digitali e passi per l’educazione digitale a scuola. Sulla governance digitale secondo M5S serve un’unica cabina di regia. Sulla neutralità della rete M5S afferma di volerla mantenere. Un po’ “ma anche” la posizione di M5S sul Fintech. Dare opportunità ma anche regolare, per evitare fenomeni di abuso a danno dei consumatori. Il documento termina con una lunga prolusione sulla Rai alle cui sorti il Movimento sembra molto interessato: M5S si dichiara favorevole ad un unico canale con pubblicità e al resto della rete a contributo pubblico (modello simil BBC)

Voto: 6+

Molte proposte mediamente condivisibili, spesso espresse in maniera caotica e senza grande accuratezza. In ogni caso i vari punti disegnano un’idea del M5S sul digitale sufficientemente organica e articolata.

 

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PARTITO DEMOCRATICO

Nel programma del PD, 40 pagine pesantemente formattate, i temi del digitale sono molto poco presenti. Accenni qua e là, specie nella sezione “cultura”, spesso inseriti in un discorso generale sul futuro del Paese basato sui “successi” dei governi precedenti. Si cita in vari passaggi il piano Industria 4.0 del Ministro Calenda, si accenna vagamente alle “smart cities” (altro termine che come “telecomunicazioni” del M5S è morto da tempo senza che la politica se ne sia accorta) e si sottolinea la necessità di “completare” il piano ultrabroadband del governo Renzi accelerando la copertura delle aree a fallimento di mercato. Il PD intende inoltre creare un Piano cultura 4.0 con particolare attenzione al mezzogiorno “sul modello della scuola digitale”. In particolare un fondo unico per la digitalizzazione del patrimonio culturale italiano e la “formazione digitale obbligatoria” (non suona benissimo ndr) per gli operatori, e un potenziamento dell’accesso Internet in musei, biblioteche ecc. Un breve accenno alle opportunità legate al “turismo digitale” e il capitolo Italia digitale sembra così archiviato.

Voto: 4

Pochi accenni, quasi tutti riferiti a quanto già messo in atto dai governi precedenti. Pochissime nuova idee, nessuna visione. Dice il documento che “Il PD è una forza tranquilla del cambiamento”: tranquilla ok, ma così è pure troppo.

 

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FORZA ITALIA, LEGA, FRATELLI D’ITALIA, NOI per l’ITALIA

Il programma elettorale della coalizione di centro destra è un elenco puntato  sostanzialmente incommentabile. Troppo generico e senza alcuna indicazione programmatica. La parte che ci interessa è racchiusa nel punto 10 (Più tecnologia, cultura e turismo, tutela dell’ambiente. Efficientamente energetico) e dice che il centro destra è favorevole alla digitalizzazione della PA, alle startup, alla tutela dell’ambiente, alla promozione di cultura e turismo. Non dice però come intende farlo. È un po’ come quando ti fermavano per strada chiedendo una firma contro la droga.

Voto: 0

È un peccato. Così sono buoni tutti.

 

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+EUROPA

Il programma elettorale del movimento di Emma Bonino è un documento lungo e ben scritto nel quale i temi della politica delle reti sono totalmente assensi. Se si eccettua un accenno alla necessità di proseguire il piano Industria 4.0 i temi dell’innovazione, del divario digitale, della neutralità, del lavoro digitale semplicemente non sono considerati.

Voto: 0

Senza commento visto che non c’è nulla che si possa commentare

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POTERE AL POPOLO

Nel programma della lista Potere al popolo (un pdf dentro un file zip pesantemente formattato perfino peggio di quello del PD) per quanto attiene ai temi di nostro interesse si afferma (anche qui con generici elenchi puntati) che il movimento è favorevole alla neutralità della rete e a un “controllo pubblico sui big data i suoi loro detentori e sugli utilizzi che ne fanno”. Suggerisce inoltre la necessità di una riforma del diritto d’autore. Si afferma poi la necessità di rilanciare la Rai pubblica pluralista e decentrata.

Voto: 2

Pochi accenni, scontati e prevedibili.

 

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update ore 20.30: aggiungo all’elenco il commento al programma digitale di 10 Volte Meglio, nuova formazione politica che si presenta alle elezioni per la prima volta e che ha lamentato di essere stata esclusa dall’elenco. Mi scuso per la dimenticanza.

 

10 VOLTE MEGLIO

Il programma digitale di “10 volte meglio” è dentro un documento in dieci punti piuttosto astratti, tutti all’insegna della necessità di un cambiamento radicale di tutta la società. Leggendolo mi colpisce la proposta dei bilinguismo fin dalla scuola meterna e l’insegnamento della filosofia dalle elementari. Ma a parte questo il capitolo sulla digitalizzazione non sfugge alla vaporosità generale di tutto il documento. Annuncia il passaggio dal cartaceo ai formati digitali per i documenti delle burocrazia e per le raccomandate. Sottolinea (correttamente) il divario digitale del nostro Paese dal resto dell’Europa, auspica un miglior utilizzo dei fondi europei dedicati alla trasformazione digitale che spesso negli ultimi anni sono rimasti inutilizzati. Altri accenni ai temi digitali attraversano qua e là tutto il documento, quasi sempre declinati in modo molto generico.

Voto: 5

Per un nuovo partito che punta moltissimo sul digitale (alcuni dei suoi candidati sono stati scelti fra esperti di rete in Italia) un programma complessivamente ragionevole ma anche vago e senza grandi spunti.

 

Intervento di:

Massimo Mantellini ha un blog molto seguito dal 2002, Manteblog. Vive a Forlì. Il suo ultimo libro è “Bassa risoluzione“, Einaudi, 2018.

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