lunedì 25 giugno 2018,
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IPAB, Simeone (FI):”Inaccettabile riorganizzazione alla cieca”

scritto da Redazione
IPAB, Simeone (FI):”Inaccettabile riorganizzazione alla cieca”

“Riorganizzazione Ipab, dalla Regione solita approssimazione ed arroganza. In commissione regionale affari costituzionali è stato inserito, per l’analisi e il confronto, lo schema di deliberazione riguardante il quadro di riordino delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (Ipab). Peccato che nessuno si sia preoccupato di metterci nelle condizioni di  entrare nel merito di questa razionalizzazione e di decidere secondo scienza e coscienza. In questo contesto siamo stati costretti, per l’ennesima volta, a rilevare la superficialità con cui chi amministra questa Regione affronta tematiche importanti per i territori che siamo chiamati a rappresentare. Sulla riorganizzazione delle Ipab non abbiamo avuto l’onore di ascoltare dall’unica persona titolata a farlo, che è l’assessore competente in materia, quale fosse la ratio e la visione politica alla base di queste proposta. Passaggio non irrilevante perché ci ha impedito di avere un quadro preciso della situazione che non può essere limitata ad una serie di  “visti” e “considerato” e ad un elenco degli istituti da depubblicizzare, privatizzare, fondere o estinguere. Elenco, tra l’altro, non supportato dalla adeguata documentazione necessaria ad effettuare le valutazioni del caso. Ad esempio, per quanto riguarda l’Ipab Santa Margherita di Roma si propone la fusione con l’Istituto Romano di San Michele. Vorremmo sapere, considerato che dalle notizie in nostro possesso sull’Ipab Santa Margherita  pende un contenzioso amministrativo proposto dalla Congregazione Suore Francescane dei Sacri Cuori ed accolto dal Tar, se la Regione intende prenderne atto o preferisce procedere come se nulla fosse. Vorremmo sapere, per fare un altro esempio, come si pensa di garantire l’erogazione di tutti quei servizi quali l’assistenza ai minori abbandonati o sottratti alla famiglia, l’accoglienza per ragazze, dai 18 ai 21 anni, in semi autonomia e l’accoglienza madre – bambino in situazioni di disagio, oggi svolti dall’Istituto “Gregorio Antonelli” di Terracina una volta che sarà escluso dal circuito regionale visto che secondo la proposta sarà oggetto di privatizzazione. Tutte valutazioni che solo a seguito della relazione dettagliata dell’assessore e l’analisi della documentazione inerente potremo effettuare con l’attenzione dovuta. Per queste ragioni, come opposizione, abbiamo richiesto il rinvio della discussione per avere tutta la documentazione necessaria ad entrare nel merito e la presenza dell’assessore competente per avere un quadro preciso della situazione ed esprimerci con cognizione di causa. Vogliamo conoscere nel dettaglio il risultato dell’attività ricognitiva che ci auguriamo sia il presupposto su cui la riorganizzazione delle Ipab è stato effettuato. Vogliamo sapere delle 57 Ipab elencate quale sia l’attività che viene svolta e le condizioni patrimoniali. Vogliamo sapere se la giunta ha proceduto a rispettare quanto previsto dalla normativa regionale in materia e con quali risultati. Non si tratta di una opposizione di principio ma della necessità di fare chiarezza su un atto in cui abbiamo rilevato alcune incongruenze. Non intendiamo in alcun modo votare alla cieca perché quando si parla di servizi e di sociale l’approssimazione non la consentiamo ad alcuno”.

 

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