mercoledì 19 settembre 2018,
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Innovazione: Regione Lazio, unità Nudge

scritto da Redazione
Innovazione: Regione Lazio, unità Nudge
Promozione sperimentale delle tecniche di Nudging. Con questo obiettivo, oggi, si è riunito presso il Segretariato Generale della Regione Lazio, il gruppo di lavoro che vede la presenza di importanti esperti nazionali e internazionali, come la consigliera di Angela Merkel, la psicologa Sabrina Artinger e l’economista comportamentale di Harvard, Francesca Gino, con il coordinamento del professor Riccardo Viale

Sviluppo di metodologie basate sulle teorie dell’economia comportamentale per stimolare la cittadinanza, o gli utenti dei servizi pubblici, a tenere comportamenti considerati vantaggiosi per la collettività. Si concretizza così la proposta presentata nel 2015 dal Consigliere regionale Gian Paolo Manzella. Il tutto parte dal lavoro pubblicato nel 2008 nel libro “Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness” dai professori delle Università di Harvard e Chicago Cass Sunstein e Richard Thaler (Premio Nobel per l’Economia 2017).In pratica una prospettiva di analisi delle politiche pubbliche – declinata negli aspetti sociali, economici, ambientali, sanitari – cui applicare il concetto di Nudging, traducibile con i termini “spinta gentile”. Questo approccio è basato sul rifiuto – in quanto non predittivi – degli assiomi della teoria della decisione razionale in favore dell’evidenza empirica dei comportamenti umani e sull’idea che l’irrazionalità possa essere corretta da alcuni accorgimenti di contesto che permettono di ottenere scelte migliori dal punto di vista normativo.

La Regione Lazio è la prima in Italia ad adottare un approccio di questo tipo e il funzionamento di questa unità operativa sarà modellato attraverso il confronto con le migliori esperienze internazionali e, nel contempo, impostando alcune linee di lavoro dedicate su temi come la Sanità, la Protezione civile e i tributi. Si tratta di una iniziativa “pioneristica” per tentare di introdurre tale tecnica di regolazione nel nostro ordinamento per migliorare il benessere delle persone, orientando le loro decisioni, organizzandone il contesto all’interno delle quali vengono prese, mantenendo la libertà di scelta.

Numerosi gli esempi a livello internazionale di appositi team di esperti che supportano l’operato governativo. A partire dal 2010 nel Regno Unito con la nascita del Behavioral Insights Team (BIT) voluto dal Governo Cameron. Negli Stati Uniti dapprima con la nomina dell’amministrazione Obama alla guida dell’Office of Information and Regulatory Affairs (OIRA) di Sunstein dal 2009 al 2012 ed in seguito ai successi ottenuti anche attraverso il Social and Behavioral Sciences Team (SBST) che hanno portato nel 2015 ad emettere un ordine esecutivo per dipartimenti e agenzie denominato “Using Behavioral Science Insights to Better Serve the American People” al fine di individuare le politiche, i programmi e le operazioni in cui, applicando i behavioral science insights, è possibile produrre miglioramenti sostanziali nel benessere pubblico, nei risultati dei programmi, e nel rapporto costi-benefici dei programmi stessi.

L’Ocse ha dedicato al tema uno specifico rapporto già nel 2014,  lo stesso ha fatto la Banca Mondiale con il suo rapporto 2015 “World Development Report 2015: Mind, Society, and Behavior, mentre la Commissione Europea sta rendendo operativo un ufficio ad hoc per prendere in considerazione i risultati degli “economisti comportamentali” nella determinazione delle regole che produce.

La maggior parte dei paesi Ocse si sta attrezzando con apposite unità operative per l’analisi comportamentale.

Per ulteriori informazioni contattare:

Andrea Tardiola
E-mail: atardiola@regione.lazio.it

Riccardo Viale
E-mail: viale.riccardo2@gmail.com


 

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