lunedì 16 Febbraio 2026,

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Il sabato nel villaggio terracinese – “Luci a Castello”. Nell’oscurità della notte terracinese, qualcosa si è risvegliato? Una romanzata vicenda per Sherlock Holmes in erba

scritto da Redazione
Il sabato nel villaggio terracinese – “Luci a Castello”.  Nell’oscurità della notte terracinese, qualcosa si è risvegliato?  Una romanzata vicenda per Sherlock Holmes in erba

Un Bagliore nell’Impossibile.

Ieri sera, mentre le tenebre avvolgevano Castello, è accaduto l’inspiegabile.

Una luce.

Una singola, inconfondibile luce si è accesa nelle viscere del castello. Eppure il maniero è chiuso. Sigillato. Apparentemente abbandonato Le catene sui cancelli sono intatte, le serrature immuni al tempo. Nessuno dovrebbe potervi accedere. Nessuno vivente. La finestra illuminata scrutava la città dall’alto come un occhio che si riapre dopo un sonno innaturale, proiettando sulla notte un chiarore che non dovrebbe esistere.

Le Radici Oscure della Fortezza.

Il Castello Frangipane non è un luogo qualunque. Le sue fondamenta affondano in una storia intrisa di sangue e ribellione. Era il 1143 quando la famiglia Frangipane ricevette da Papa Celestino II il dominio feudale su Terracina. Un dono che si trasformò ben presto in tirannia. Le cronache parlano di prepotenze e angherie. Di terracinesi spinti all’estremo, fino alla rivolta. Ma parlano anche di altro: di grida soffocate tra quelle mura, di ombre che non dovrebbero muoversi, di presenze che attendono. Il castello è stato molte cose nel corso dei secoli: fortezza inespugnabile, ospedale dove il confine tra vita e morte si faceva sottile, casa di riposo per anime già stanche prima di varcare la soglia. E in ognuna di queste incarnazioni, la morte ha bussato alla porta. Ripetutamente. Incessantemente. Quanti sono spirati tra quelle stanze? Quanti ultimi respiri si sono dissolti nell’aria gelida dei corridoi? Le antiche pietre potrebbero raccontarlo, se solo potessero parlare. O forse lo fanno già, in modi che la ragione si rifiuta di comprendere.

L’enigma Senza Risposta.

Due possibilità si contendono la verità, entrambe inquietanti a loro modo.

La prima: un’anima in pena vaga ancora per i corridoi e le stanze del maniero. Qualcuno che non ha trovato pace, che continua a ripercorrere quella via stretta, a salire quella piccola scala, ad attraversare quel cancello di ferro. Un’entità che cerca qualcosa. O qualcuno. E nella sua ricerca disperata, ha acceso quella luce per farsi vedere. Per richiamare l’attenzione. Per urlare silenziosamente nella notte: “Sono ancora qui.”

La seconda: un visitatore clandestino si è introdotto nel castello sigillato, ha acceso quella luce, e poi… cosa? L’ha dimenticata? O è ancora lì dentro, intrappolato in quelle stanze che sanno come trattenere chi vi entra?

L’Attesa dell’Alba.

Il mistero rimane sospeso tra le ombre, in attesa delle prime luci dell’alba.

Ma quando il sole sorgerà cosa rivelerà? La luce si sarà spenta da sola, come per incanto? Le porte saranno ancora chiuse, sfidando ogni spiegazione razionale? O qualcuno, o qualcosa, avrà lasciato un segno del proprio passaggio?

Stanotte, il Castello Frangipane veglia sulla città come ha fatto per secoli. E da quella finestra illuminata, nel cuore della fortezza chiusa e inaccessibile, qualcosa guarda.

E la domanda che nessuno osa pronunciare risuona nell’oscurità: chi ha davvero acceso quella luce?”

e.

*La luce nel Castello è stata casualmente immortalata in una istantanea del prode Enrico Cannella, che ringraziamo.

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