venerdì 19 ottobre 2018,
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Idee da Coltivare nella Casa Circondariale di Velletri

scritto da Redazione
Idee da Coltivare nella Casa Circondariale di Velletri

Il Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina ha preso parte al progetto dell’IISS “Cesare Battisti” per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e la valorizzazione dell’attività agricola dell’istituto penitenziario. 

Il CAPOL – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina – ha preso parte nei giorni scorsi al Progetto “Idee da Coltivare”, realizzato dall’Istituto Tecnico Agrario “Cesare Battisti”, col finanziamento del MIUR, al quale hanno partecipato alcuni detenuti iscritti alla sezione carceraria dell’istituto superiore all’interno della Casa Circondariale di Velletri (RM), dove sono presenti tutti i gradi di istruzione scolastica, dalla scuola dell’obbligo a quella secondaria.

Nei due incontri pomeridiani del 26 Aprile e del 7 Maggio, il Presidente del CAPOL e capo panel Luigi Centauri, insieme al professor Antonino Marrari, coordinatore della progettualità, hanno fornito agli studenti le basi teoriche e pratiche per il riconoscimento di un olio extravergine d’oliva di qualità, attraverso l’individuazione tramite assaggio e panel test delle sue caratteristiche organolettiche, per imparare a scoprirne pregi e difetti, e il rapporto con la salute.

Il laboratorio del CAPOL, entrato per la prima volta nelle aule di un istituto penitenziario, è stato inserito quest’anno scolastico nell’offerta formativa del “Cesare Battisti” per la Casa Circondariale, quale integrazione al corso di studi per il conseguimento del titolo di Perito Tecnico Agrario, sotto la supervisione del Direttore del carcere Maria Donata Iannantuono e del Dirigente scolastico Eugenio Dibennardo.

Spiegano gli organizzatori – “L’iniziativa del CAPOL ha completato il percorso didattico proposto con “Idee da Coltivare”, col quale il “Cesare Battisti” ha voluto trasmettere ai frequentanti competenze e conoscenze utili per il loro reinserimento sociale e lavorativo, ma anche per la valorizzazione dell’attività agricola della Casa Circondariale, la quale dispone, tra l’altro, di un uliveto dalle potenzialità produttive non trascurabili.”

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