lunedì 30 Novembre 2020,

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On. Gina Cetrone:”Sul marchio d’infamia che la Polverini vorrebbe imprimere al Consiglio regionale”

scritto da Redazione
On. Gina Cetrone:”Sul marchio d’infamia che la Polverini vorrebbe imprimere al Consiglio regionale”

Cetrone:“Rendo noto, per offrire un legittimo contributo politico, la plaudente lettera ai Consiglieri regionali inviata dalla Polverini il 20 gennaio 2012”

 

La dietrologia è un esercizio che non avevo mai preso in considerazione, fino a quando non sono stata coinvolta, mio malgrado, in una storia che ha segnato in negativo la politica della Regione Lazio. Di certo non è stato per i cittadini e di chi oggi ancora crede nella buona politica uno spettacolo edificante, com’è vero che la stragrande maggioranza dei consiglieri l’ha subito sulla propria pelle. Al di là dell’avvilente spettacolo andato in scena, le ragioni e i temi in discussione oltrepassano e di molto quanto è accaduto in via della Pisana e in via Rosa Raimondi Garibaldi, e sarà soltanto nei prossimi mesi, forse, che si potrà comprendere meglio cosa sia effettivamente successo. Nel frattempo non posso che scomporre, con il senno del poi o se volete in puro stile dietrologico, uno dei passaggi più duri della vicenda, che inspiegabilmente non ha suscitato alcuna reazione da parte dei consiglieri regionali. Faccio riferimento alla conferenza stampa della governatrice Polverini, dove annunciava la fine dell’esperienza politica della sua maggioranza e affermava: “… Purtroppo interrompiamo il lavoro fatto fino a qui perché il consiglio è indegno, li mando a casa io, questi signori qua …”. Parole pesanti e ingenerose quelle pronunciate da Renata Polverini, che senza fare alcun distinguo tra chi nel corso dei due anni e mezzo ha lavorato nell’interesse  dei cittadini del Lazio con sacrificio, abnegazione, dedizione, rispettando in toto l’impegno sottoscritto con gli elettori e in ossequio al programma di mandato. Non ho intenzione di fare polemica con nessuno, tantomeno con la presidente Renata Polverini, ma vorrei sottoporre all’attenzione dei cittadini il testo di una lettera che la governatrice della Regione Lazio fece recapitare alla sottoscritta e al resto dei consiglieri regionali, soltanto il 20 gennaio 2012. Nell’occasione sosteneva convinta: “Ti scrivo in maniera diretta, personale, per manifestarti il mio sincero apprezzamento per il contributo che ciascuno di voi ha generosamente apportato per il raggiungimento degli obiettivi che all’inizio di questa esperienza ci eravamo prefissati.  Il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi ha visto il perfetto coordinamento e l’efficace svolgersi del ruolo proprio della Giunta regionale e del Consiglio regionale.  Ci siamo trovati ad affrontare, in particolare, un tema complesso e rimasto incompiuto per intere legislature, giungendo all’approvazione definitiva del “Piano rifiuti” e dando quindi soluzione ad un annoso problema che affliggeva la nostra terra.   Rispetto a un provvedimento di simile rilevanza, tanto che alcuni commentatori esterni hanno parlato di “voto storico”, questa maggioranza, infatti, ha dato l’ennesima riprova di volersi assumere con pienezza le responsabilità che gli sono state affidate dagli elettori, vale a dire da coloro che, secondo la nostra cultura ed esperienza di vita, sono l’origine e l’unica fonte che legittima la nostra gestione della “cosa pubblica”.  Abbiamo cercato di interpretare la loro voce, ricercando soluzioni che fossero concrete e attuabili, senza cedere alle strumentalizzazioni mediatiche inevitabili in questo settore.  E’ nel momento delle decisioni difficili, e per certi versi impopolari, che emerge la coesione e la stabilità di una maggioranza che è stata in grado di restituire, dopo anni di delegittimazione è di progressivo e inesorabile decadimento del prestigio degli organi regionali, il giusto valore al Consiglio Regionale e alla Giunta, anche nei confronti delle altre Regioni e della Commissione  Europea.   Finalmente la Regione Lazio è governata da una maggioranza unita e intelligente, in grado di svolgere appieno il ruolo che la democrazia gli affida, di assumere degli impegni, discutere con ricchezza di argomenti e senza pregiudizi il merito delle questioni, definire provvedimenti, confrontarsi con l’opposizione e infine votare per approvare quanto concordato.   Augurandomi che il nostro operato sia mosso sempre da questi valori, ti ringrazio per il tuo  fondamentale sostegno per il conseguimento di un risultato così importante per tutta la comunità  regionale”.  Non inoltre posso condividere l’affermazione che il presidente Mario Abbruzzese ha rilasciato all’Ansa nei giorni scorsi, secondo il quale i 70 consiglieri “conoscevano e condividevano” l’accordo siglato in commissione bilancio da tutti i partiti per aumentare i fondi ai gruppi.  Su questa vicenda, personalmente, non sono mai stata chiamata a esprimere la mia opinione o informata, perché oggi me ne sarei assunta ogni responsabilità, come ho sempre fatto. Ho votato, come tutto il resto dei consiglieri, la voce di bilancio concernente le spese di funzionamento del consiglio regionale, senza sapere che quel capitolo contenesse gli sproporzionati fondi diretti a sostenere le attività politiche dei gruppi consiliari. Per quanto riguarda il controllo tecnico sui fondi assegnati e spesi, i consiglieri hanno sempre confidato nella capacità di vigilanza dell’organo di controllo formato da tutti o quasi le appartenenze politiche regionali. C’è da rilevare, inoltre, come in questi due anni e mezzo raramente i consiglieri del Pdl sono stati coinvolti, coordinati e indirizzati politicamente sul lavoro da svolgere.  L’impegno sugli importanti temi trattati in commissione e poi in consiglio è giunto soltanto grazie alla responsabilità dei singoli, e per le specifiche competenze con l’aiuto di tecnici esterni alla struttura del Partito.   Di questo percorso chi doveva sapere sapeva,  ed è per questo che mi è oltremodo difficile e indigesto comprendere come in pochi mesi da quella lettera,  Renata  Polverini, possa definire l’intero Consiglio regionale indegno e da rispedire a casa con impresso sulla schiena di ognuno di noi il marchio dell’infamia, senza distinguere le eventuali e singole responsabilità (peraltro in corso di accertamento da parte degli inquirenti). Tutti colpevoli i consiglieri, bravi e irreprensibili invece i membri della squadra assessorile ed eccelsa l’azione politica svolta dalla governatrice. Fino all’abiura e alla cacciata degli assessori di una parte politica del Pdl, che comunicarono a tutti gli interessati, in tempi non sospetti e inascoltati, i fatti che stavano accadendo. Fuori dal clamore mediatico e da quello che potrebbe essere il mio personale destino politico, ritengo sia utile iniziare un percorso di verità su una vicenda, che ha gettato fango su persone che la politica l’hanno sempre intesa come un servizio alla collettività.

Forse anche sbagliando, ma in buona fede e senza rubare nulla ai cittadini.

 

On. Gina Cetrone

 

 

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