lunedì 22 ottobre 2018,
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Gaeta. Tanta salidarietà al minacciato don Antonio Cairo

scritto da Redazione
Gaeta. Tanta salidarietà al minacciato don Antonio Cairo
L’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari insieme ai sacerdoti di Gaeta ha espresso piena solidarietà a don Antonio Cairo che «questa mattina, davanti alla parrocchia santuario di San Nilo Abate a Gaeta dove è parroco, è stato oggetto di minacce dirette alla sua persona e al suo servizio pastorale».

«Da diversi anni don Antonio Cairo è oggetto di offese e attacchi, anche su internet e sui social network – si legge nella nota della Curia – in cui si oltrepassa il limite della dignità e del rispetto personale. Ogni persona è libera di esprimere il proprio giudizio sulle persone e le cose che vive, ma in questo caso il giudizio ha superato il limite della decenza ed è sfociato nell’offesa e nella violenza verbale e fisica».

Per questo l’arcivescovo di Gaeta, «seriamente preoccupato per la sicurezza di uno dei suoi sacerdoti, rinnova la vicinanza a don Antonio Cairo mentre condanna le minacce e le offese, verbali e non solo, di cui il sacerdote è stato oggetto».

«Riguardo alle critiche rivolte alle feste e alla pietà popolare, in particolare alla festa di San Nilo, si ribadisce l’importanza di questi eventi sacri per la vita delle comunità cristiane e delle nostre città – spiega la Curia – Soprattutto in estate le feste popolari sono riproposte e riscoperte come momenti di aggregazione. Tra l’altro sembra strano che le critiche siano rivolte solo ad una festa in particolare, con una forza così violenta».

L’arcidiocesi di Gaeta spiega inoltre che «non contribuisce alla realizzazione delle feste delle comunità parrocchiali che, tra l’altro, sono soggette alle autorizzazioni degli enti preposti e a severe normative per tutelare la legalità e la sicurezza dei partecipanti» e che «la realizzazione delle feste non toglie risorse ai poveri che sono serviti dalle comunità parrocchiali, ma spesso diventa occasione per destinare maggiori risorse a favore delle iniziative di carità. Inoltre, spesso le feste sono promosse e realizzate grazie al sostegno economico dei turisti, oltre che dei parrocchiani».

«È una situazione che va avanti da anni e che serve a screditare il lavoro pastorale di un parroco e dei suoi operatori pastorali – commenta don Antonio Cairo – L’attacco riguarda soprattutto la festa di San Nilo vista come espressione di spreco e di megalomania, messa in comparazione con altre feste patronali anche più onerose». Mentre il santuario di San Nilo, spiega il parroco «ospita da gennaio scorso le colazioni solidali al servizio dei più deboli e poveri mentre da febbraio ha la mensa Caritas domenicale. È stato vicino alle popolazioni terremotate ed è sempre attento alle fragilità umane presenti sul territorio».

«Ringrazio l’arcivescovo Luigi per la sua vicinanza – conclude il parroco – mentre sono disponibile al confronto cuore a cuore sulla pastorale e sulle iniziative che promuovo in comunione con il consiglio pastorale parrocchiale. Io non ho mai preso a parolacce nessuno e, come si chiede di mantenere gli ambienti puliti per il vivere comune, chiedo che si pulisca il cuore, la mente e soprattutto la bocca per un dialogo pacifico».

MM

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