mercoledì 08 aprile 2020,
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Formia. D’Arco: “Porre fine al predominio politico Forte – Bartolomeo”

scritto da Redazione
Formia. D’Arco: “Porre fine al predominio politico Forte – Bartolomeo”

L’attuale crisi politica e amministrativa, implosa in piena stagione estiva, costituisce non una cosiddetta “crisi balneare” ma l’epilogo inglorioso di una lunga esperienza amministrativa ultratrentennale caratterizzata dai continui veti incrociati da parte del duopolio politico dominante: Forte-Bartolomeo .
Una egemonia di potere, suddivisa e metà, funzionale solo per le loro fortune politiche e dei propri accoliti che hanno di fatto “tarpato le ali” alle grandi potenzialità dell’economia sociale e produttiva della città.
Infatti Formia ha perso, oggi, tutte le sue funzioni e la sua identità . Fin dagli anni ottanta la nostra città si identificava come un vero e proprio “Polo attrattore di eccellenza sia dal punto di vista Commerciale che turistico e artigianale“ . Insomma eravamo una città volano per lo sviluppo economico e per i servizi avanzati per l’intero territorio del sud pontino .
Aldilà degli annunci roboanti sui grandi progetti (Pedemontana, Porto Turistico, Città del Golfo, Littorina, Metropolitana del mare, Piano Regolatore Generale, Anfiteatro, ex Di donato ecc.) nessun progetto, degno di tale nome, è stato effettivamente realizzato.
Nel contempo è stata sfasciata letteralmente anche la macchina amministrativa comunale la cui gran parte dell’alta burocrazia si trova adesso sotto la penosa scure della Magistratura. Hanno smantellato Il Centro Commerciale Naturale e chiuso persino lo Sportello Europa (il primo realizzato in ambito regionale), ritardando gravemente la stessa realizzazione dei Progetti PLUS di oltre 8 milioni di euro per i quali si rischia ora la restituzione all’Unione Europea.
Sta di fatto che oggi la città è agonizzante, sia sotto il profilo etico-morale, sia sul piano economico-sociale e politico-amministrativo. Ritengo che si sia ormai consumata un’esperienza politica e amministrativa totalmente fallimentare che rischia di trascinare la città nel baratro più profondo, spegnendo definitivamente qualsiasi speranza di ripresa economica e occupazionale, nonché, di cambiamento e di rinnovamento politico e sociale.
Si impone quindi la necessità e l’urgenza di chiudere al più con questo stato di cose e segnare una svolta profonda nella vita politica e amministrativa della città di Formia.
E’ questo l’appello che mi sento di rivolgere alle parti migliori della città ovunque collocate; sia in ambito politico che in altri ambiti della società civile, culturale, produttivo e imprenditoriale.

Silvio D’Arco

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