domenica 14 Luglio 2024,

Cronaca

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Fondi PDL. Oggi al via il processo a Fiorito, “Batman in aula”

scritto da Redazione
Fondi PDL. Oggi al via il processo a Fiorito, “Batman in aula”

Lui ci sarà. In aula, in tribunale. Franco Fiorito, ‘Er Batman di Anagni’, oggi sarà presente a Roma per l’inizio del processo con rito abbreviato che lo vede imputato di peculato per essersi appropriato illegalmente di circa un milione e 400mila euro dai fondi del Pdl alla Regione Lazio. Sotto processo, con l’accusa di concorso, anche altre due persone: Bruno Galassi e Pierluigi Boschi, ex capi segreteria di Fiorito, i quali hanno chiesto di patteggiare la pena Quello di Fiorito, che del Pdl alla Regione è stato capogruppo, è stato lo scandalo politico-giudiziario cha ha travolto la Regione fino alle dimissioni della giunta guidata da Renata Polverini. L’udienza di domani davanti al gup Rosalba Liso, con pm Alberto Pioletti, sarà piuttosto breve e dedicata in gran parte alla costituzione delle parti civili. I difensori dell’ex capogruppo Pdl, Carlo Taormina ed Enrico Pavia, chiederanno di condizionare il giudizio abbreviato all’audizione di tre funzionari della Regione Lazio. Agli arresti domiciliari dal 27 dicembre scorso ad Anagni, Fiorito ha sempre respinto l’appropriazione illecita di denaro. Quel milione e 400mila euro confluiti sui suoi conti correnti, anche all’estero, tramite 193 bonifici, erano soldi – ha dichiarato agli inquirenti – dovutigli in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Una tesi che per i pm non regge: quel fiume di danaro, è la loro accusa, è stato intascato fraudolentemente. Soldi utilizzati tra l’altro per viaggi, ristoranti di lusso, l’acquisto di Suv in vista dell’ emergenza neve dello scorso anno.  Spese, per gli inquirenti che hanno poco a che vedere con le finalità politiche per cui sono destinati ai gruppi consiliari. Ma Fiorito è andato oltre, parlando di un accordo di ripartizione dei fondi tra tutti i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro consistenza politica che prevedeva l’assegnazione di 100mila euro l’anno a ciascun consigliere per finalità politiche, e un accordo all’interno del Pdl che raddoppiava o triplicava tale assegnazione a seconda degli incarichi ricoperti. Accuse, quelle relative alla gestione dei fondi da parte di altri gruppi consiliari, rilanciate in più occasioni, anche ultimamente con una denuncia all’autorità
giudiziaria.

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