giovedì 25 aprile 2019,
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Fondi. Gestione “globale” del governo cittadino

scritto da Redazione
Fondi. Gestione “globale” del governo cittadino

Il governo della città non si risolverà meramente nell’operatività degli organi politici ed istituzionali comunemente previsti, ovvero, sindaco, giunta, consiglio comunale, commissioni consiliari permanenti.
Sarà prevista e assicurata, con le modalità e gli strumenti adeguati, la effettiva partecipazione della comunità cittadina, nelle sue molteplici articolazioni sociali, alle decisioni, alle scelte e agli atti di indirizzo politico-amministrativo.
Parlare di “amministrazione condivisa”, significa dare concreta attuazione alla normativa introdotta dal legislatore a partire dagli anni ’90, mirata ad instaurare un modello imperniato su un rapporto bidirezionale, circolare, tra pubblica amministrazione e cittadini.
Un’amministrazione comunale che ha l’ambizione di mettere mano alle difficili e complesse problematiche che presenta una città come Fondi, deve avvalersi delle migliori energie ed intelligenze presenti nel tessuto socio-economico, culturale, associativo, di studio, di ricerca, del volontariato, instaurando con esse relazioni organiche, sistematiche, coinvolgendole direttamente nelle fasi di programmazione e di attuazione amministrativa, sostenendole con sedi, risorse finanziarie, strumenti di varia natura. Occorre considerarle parte integrante della gestione, dell’attività amministrativa. Andare oltre le mere deleghe assessorili.
Necessita cogliere le “esperienze positive” delle altre amministrazioni comunali in tutta Italia, stabilire con esse contatti, relazioni, scambio di vedute, di riflessioni, visite. Occorre partecipare alle qualificate iniziative che si svolgono periodicamente sull’intero territorio nazionale (convegni, fiere, esposizioni, rassegne) riguardanti i vari ambiti dell’amministrazione pubblica, del marketing, dell’innovazione tecnologica e digitale. Una task force comunale deve costantemente e sistematicamente monitorare, catalogare e aggiornare tale calendario, al fine di non perdere alcuna opportunità che possa giovare all’amministrazione stessa, al tessuto socio-economico locale e comprensoriale.
Occorre contestualmente aprirsi al mondo accademico, universitario, agli istituti di ricerca pubblici e privati: oltre i limitati ambiti e spazi in cui abitualmente “sostano” gli amministratori comunali, propensi per lo più a rivestire ruoli e funzioni burocratiche, tant’è che si vantano di passare tantissimo tempo nelle stanze del palazzo comunale (come il sindaco uscente), invece di svolgere appieno la loro funzione di indirizzo politico-istituzionale e di attuazione delle scelte di carattere socio-economico, di crescita e di sviluppo della comunità amministrata.
Ancora. Necessita costruire un “Ponte di Idee e di proficua collaborazione con le Istituzioni dell’Unione Europea”, con gli uffici del Parlamento e della Commissione europea per individuare forme di partecipazione a programmi, misure, progetti utili a beneficiare di notevoli risorse finanziarie comunitarie a sostegno dell’attività amministrativa, di progetti di lavoro e di occupazione anche giovanile, delle imprese che operano nei vari settori economici, dei servizi.
Occorre instaurare proficue relazioni con gli Istituti di cultura italiani all’estero, con le Ambasciate d’Italia, tramite il Ministero degli Affari Esteri, onde promuovere il nostro inestimabile patrimonio artistico-culturale, le nostre risorse ambientali e paesaggistiche.
Si tratta di attuare una vera e propria rivoluzione amministrativa, di inaugurare una sorta di gestione globale del modo di governare la città di Fondi.

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