domenica 16 Maggio 2021,

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Ex Embraco, Ugl: “Il Governo spieghi perché si perde altro tempo”

scritto da Redazione
Ex Embraco, Ugl: “Il Governo spieghi perché si perde altro tempo”

“L’attesa autorizzazione di quanto presentato dal Commissario Maurizio  Castro per il progetto ItalComp che interessa i due siti: uno ex  Embraco di Chieri (Torino) e l’altro ACC di Mel (Belluno) il quale  prevede investimenti per un totale di 56 milioni di euro tra cui  18 su Chieri e 38 su Mel, ad oggi non è arrivata.

L’Ugl rimarca a chiari lettere la propria preoccupazione: si stia perdendo tempo. Il Governo deve dare risposte concrete ai lavoratori dell’ex sito Embraco di Chiavari e c’è bisogno subito di un incontro”.

Lo dichiarano il Segretario Nazionale dell’Ugl  Metalmeccanici, Antonio Spera insieme alla Segretaria Regionale Silvia Marchetti, al Segretario Provinciale Ciro Marino e al coordinatore Roberto  Brognano i quali aggiungono:“chiediamo un incontro urgente al Ministro Patuanelli per conoscere e comprendere bene il perché ancora sussistono tali ritardi sulle autorizzazioni ai due siti, che come già più volte sostenuto dall’Ugl entreranno a far parte di una newco Progetto industriale ItalComp;  rappresenterebbero un grande polo per la produzione di compressori  a livello europeo e diventerebbe un polo di eccellenza per la  realizzazione di compressori per elettrodomestici, motori elettrici  e per lavatrici. Stiamo sostenendo – proseguono i segretari Ugl – un coinvolgimento di 300 dipendenti di ACC di Mel e i 400 dell’Ex Embraco di Riva di Chieri. Il Governo si faccia garante sulla Commissione europea. Ad oggi non comprendiamo il perché la stessa Commissione richiede altri chiarimenti del progetto e la costituente società ItalComp. La politica ha già illustrato il progetto industriale ItalComp, il quale si basa sul recupero e rafforzamento produttivo della Wanbao ACC di Mel (BL). Porremo tutte le attenzioni alle Istituzioni Regionali, ai Prefetti affinché anche loro, ognuno per la propria parte e competenza, garantiscano un incontro, un intervento urgente del Mise. Non vorremmo – concludono Spera, Marchetti, Marino e Brognano – ritrovarci a gestire un altro fallimento come anni fa dove, tutti sapevano ma nessuno parlava”.

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