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Eroi terracinesi della Seconda Guerra Mondiale. “Il ritorno in Patria dei resti mortali del bersagliere Pietro Caringi”

scritto da Redazione
Eroi terracinesi della Seconda Guerra Mondiale. “Il ritorno in Patria dei resti mortali del bersagliere Pietro Caringi”

La storia del sergente maggiore dei bersaglieri Pietro Caringi è una di quelle che per decenni è stata oscurata sia sul fronte del ricordo dell’uomo ma soprattutto rinunciando alla conoscenza pubblica del suo profilo di soldato al servizio della Patria,  pagato con la morte nel 1941 sul fronte Russo di Jasnaja Poljan, la città di Lev Tolstoj.

La Storia Patria in alcuni casi prende strade indecifrabili e guarda a certe vicende in maniera strabica, evidentemente considerandole di serie B o addirittura di serie C.

Eppure Pietro Caringi è stato un eroe vero e come tutti gli eroi senza paura di affrontare il nemico a viso aperto, seppur a distanza di decenni, ha ottenuto dalla piccola patria terracinese l’onore delle armi che si deve ad ogni soldato che ha svolto fino in fondo il proprio dovere.

La vicenda militare del sergente maggiore Caringi la illustrammo in occasione del ritorno in Patria dei suoi resti mortali da Jasnaja Poljana (anno 2000) perché potessero essere tumulati nel Cimitero terracinese.

Di seguito uno stralcio di cosa scrivemmo nell’occasione per conto di una televisione locale.

Estate del 1941 a Jasnaja Poljana – fronte russo – il bersagliere terracinese Pietro Caringi è impegnato in un duro scontro a fuoco con le forze nemiche.

E’ vicino al suo capitano di compagnia e tiene tra le braccia un contenitore di munizioni, quando una granata lanciata dal nemico lo trafigge a un fianco.

Il sangue fuoriesce copioso, i compagni d’armi chiamano i barellieri, il sergente maggiore Pietro Caringi, nato a Veroli il 31 agosto del 1917, è trasportato in un ospedale da campo, dove tra atroci sofferenze e a distanza di poche ore dal ricovero rende l’anima a Dio.

Da qual momento in poi sul bersagliere terracinese cala l’oblio del tempo, dell’indifferenza delle istituzioni e degli uomini.

Ci sono voluti cinquantanove anni (nel 2000) affinché le spoglie mortali del sergente maggiore della 141° Compagnia Cannoni da 47/32, il bersagliere Pietro Carinci, tornassero finalmente a casa.

Ad attendere il suo ritorno, nel borgo rurale di La Fiora, c’era la moglie Assunta Minutillo, sposata nell’agosto del 1941, i fratelli, le autorità militari e civili e una buona parte della comunità locale.

Dopo una commovente messa in suffragio e la resa degli onori militari, i resti mortali del bersagliere Pietro Carinci, medaglia d’argento al valor militare, riposano vicino ai suoi cari”.

e.l.

 

26 ottobre 2017 – 13 novembre 2000

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