martedì 25 giugno 2019,
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Documento politico di chiusura IX Congresso ASR

scritto da Redazione
Documento politico di chiusura IX Congresso ASR
Il IX Congresso dell’Associazione Stampa Romana approva la relazione del segretario uscente Lazzaro Pappagallo e  riconosce oggi più che mai l’importanza di un sindacato svincolato dalle appartenenze politiche.

Riportare la difesa del lavoro giornalistico svolto dentro e fuori dalle redazioni, tutelato dal contratto o non tutelato affatto, al centro dell’azione sindacale futura della Fnsi è un comandamento non più eludibile.

Difendere la libertà di colleghe e colleghi di lavorare e di raccontare la realtà, lontani da ogni condizionamento, dallo sfruttamento, dalla pubblicità, dalla politica, dai poteri economici, dalle fake news. è un dovere.

Recuperare la consapevolezza e l’orgoglio della funzione sociale di garanzia della nostra professione per una compiuta democrazia, come scritto nella Costituzione è un’urgenza.

Ricostruire la credibilità e l’autorevolezza della nostra categoria attraverso il giornalismo di qualità è  l’unica strada per riconquistare la fiducia dell’opinione pubblica e per allargare l’universo degli utenti del sistema dell’informazione giornalistica.

Negli ultimi anni non siamo stati in grado, a livello nazionale, di affrontare l’emergenza del lavoro e ci siamo dimostrati incapaci di dare risposte ai colleghi e di tracciare una strada per uscire dalla crisi. Come Associazione Stampa Romana ci siamo quindi opposti all’immobilismo e allo “status quo” e sempre più lo faremo nei prossimi quattro anni. Attraverso questi pochi ma decisivi impegni:

• Difendere i diritti economici e professionali di tutti i giornalisti: contrattualizzati e freelance, collaboratori e colleghi sfruttati

• Rilanciare la contrattazione, in un percorso partecipato, democratico e trasparente, rifiutando norme discriminatorie all’interno della professione, riaffermando contemporaneamente il valore unificante e la centralità del contratto nazionale il cui rinnovo dovrà comunque essere sottoposto a referendum

•  Considerare tutti gli editori come controparte del nostro sindacato

• Essere la prima, fondamentale e concreta linea di difesa dei colleghi e della professione, senza essere solo “sindacato delle vertenze legali”

•  Valorizzare nei fatti e nella sostanza tutte le voci interne e utilizzare il dissenso come risorsa di arricchimento delle sue politiche: al progressivo indebolimento della democrazia e delle forme di rappresentanza il sindacato è forte solo ampliando strumenti e pratiche di reale democrazia interna e di partecipazione

• Muoversi verso i più giovani giornalisti, le colleghe e chi si è allontanato dalle Associazioni, proponendo modelli di partecipazione, risposte alle differenti richieste e servizi mirati alle loro esigenze

• Supportare e affiancare l’azione dei Comitati e Fiduciari di redazione, per evitare che diventino ostaggio dei direttori e degli uffici del personale e con l’obiettivo di farli sentire parte essenziale delle decisioni del sindacato

• Rafforzare gli enti di categoria perché siano messi in condizione di continuare a garantire le prestazioni, che sono il vero valore da difendere. A partire dall’Inpgi che a nostro avviso andrebbe commissariato.

 

Approvato con 32 voti favorevoli, 27 contrari e 1 astenuto

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