Fondi/Terracina — Si chiude con le dimissioni del dott. Pietro Serra un capitolo controverso, nato da una nomina fin da subito avvolta da dubbi di legittimità.
Marzo 2025 – Le premesse. Già a marzo, l’ex assessore regionale alle politiche sociali Rita Visini, tra gli estensori della legge regionale 11/2016 che ha reso possibile la nascita dei Consorzi distrettuali, metteva in guardia sull’importanza di una gestione conforme alla norma, condizione necessaria per garantire un reale “vantaggio democratico” ai cittadini del distretto.
Luglio–Agosto 2025 – L’avviso e l’esclusione. Il 1° luglio, con determina dirigenziale n. 1575, il Comune di Terracina approva l’avviso pubblico per la selezione del componente di propria competenza nel CdA del Consorzio. Il 7 agosto, alle 14:04, gli uffici comunali trasmettono a sindaco, capigruppo e assessore competente l’elenco delle candidature: tutte idonee, tranne quella del dott. Pietro Serra, medico, giudicato privo dei requisiti richiesti dal bando.
5 settembre 2025 – Il colpo di scena. Nonostante l’esito negativo dell’istruttoria, il sindaco Francesco Giannetti firma il Decreto sindacale n. 20, con cui nomina proprio Serra, richiamando l’art. 11 comma 3 dello Statuto del Consorzio — disposizione, però, non menzionata nell’avviso pubblico originario.
9 settembre 2025 – Il caso esplode. La stampa locale solleva il paradosso del “candidato inidoneo poi promosso”, evidenziando la contraddizione tra l’istruttoria tecnica e l’atto politico, e ipotizzando che l’avviso — copiato da un modello del Comune di Fondi — fosse esso stesso incompleto.
11 settembre 2025 – La richiesta di revoca. Il Partito Democratico di Terracina, con il capogruppo Pierpaolo Chiumera e il consigliere Daniele Cervelloni, protocolla una missiva formale chiedendo la revoca del decreto n. 20, contestando la violazione del principio di autovincolo amministrativo e dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento.
15 ottobre 2025 – La costituzione del Consorzio. Nonostante le polemiche, il Consorzio Sociale LT4 viene formalmente costituito a Fondi: firmano l’atto costitutivo i sindaci di Fondi, Terracina, Lenola, Monte San Biagio e San Felice Circeo. Presidente del CdA è l’avvocato Arcangelo Peppe, vicepresidente Giuseppe Pascale; Federico Carnevale e Francesco Giannetti guidano l’assemblea dei sindaci come presidente e vicepresidente. Sperlonga e Campodimele scelgono di non aderire, criticando duramente l’operazione: i sindaci Armando Cusani e Tommaso Grossi la definiscono un disegno di potere a vantaggio di Fondi, denunciando anche l’assenza di garanzie sulla parità di genere negli organi direttivi.
16 ottobre 2025 – Il malcontento locale. A Terracina, pur essendo il Comune più popoloso del distretto, si registra insoddisfazione per gli equilibri di potere interni: alla città resta solo la vicepresidenza dell’assemblea, mentre sede, presidenza del CdA e altri ruoli chiave vanno altrove.
12 settembre 2026 – Le dimissioni. A quasi un anno dalla nomina, il dott. Pietro Serra rassegna le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione. Nella lettera indirizzata a sindaco, presidente, consiglieri del Consorzio e Conferenza dei Capigruppo, parla di un organo “ingabbiato” in funzioni meramente esecutive e organizzative, incapace di incidere sulla programmazione reale dei servizi sociali. Da medico, sottolinea di aver potuto offrire un contributo tecnico marginale, ritenendo che altre professionalità più pertinenti avrebbero potuto svolgere il ruolo con maggiore efficacia.
In sintesi: la vicenda del dott. Serra, nata da una nomina già contestata nel merito procedurale, si chiude con dimissioni che sembrano confermare — a distanza di un anno — i dubbi sollevati fin dall’inizio, non tanto sulla persona, quanto sulla reale funzione e autonomia decisionale riconosciuta al CdA del Consorzio Sociale LT4. (everardo longarini)
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