giovedì 16 agosto 2018,
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Comitato Mazzocchio: “La Sep ci intossica anche sotto sequestro”

scritto da Redazione
Comitato Mazzocchio: “La Sep ci intossica anche sotto sequestro”

Nuova ondata di miasmi e forte preoccupazione nella frazione di Mazzocchio di Pontinia dove da settimane l’impianto di compostaggio Sep ha ripreso a operare pur rimanendo sotto sequestro per verificare se le migliorie apportate allo stabilimento garantiscano il rispetto di ambiente, salute e normativa.

“Credevamo che la situazione fosse migliorata ma qualcosa continua a non andare per il verso giusto – scrivono i residenti riuniti in comitato -. Se è vero che la puzza proveniente dall’impianto è diminuita, viste anche le esigue quantità di rifiuti trattati, ogni volta che quello che dovrebbe essere compost esce dall’impianto la nostra vita torna a trasformarsi in un inferno”.

Nel corso degli ultimi sette giorni per ben due volte (il 2 e 3 maggio scorsi) alcuni camion hanno sversato del materiale maleodorante in un terreno privato situato tra la Migliara 48 e la Migliara 49 inondando tutta l’aria circostante, per decine di chilometri, di un odore nauseabondo.

“In quel terreno, negli anni passati, più volte è stato conferito il compost prodotto dalla Sep. Se ciò è accaduto anche questa volta occorre verificare il processo di trattamento perché il compost, se fosse tale, non dovrebbe puzzare in quel modo. Resta peraltro inusuale il modo in cui l’azienda utilizza il prodotto derivante dalla lavorazione dei rifiuti. Quello dovrebbe infatti essere assimilabile a un fertilizzante e per quello venduto, mentre in questi casi ingenti quantità di pseudo compost vengono solo gettate sul terreno e poi appiattite su di esso. Perchè?” si chiedono i membri del comitato Mazzocchio.

“Se quei camion non fossero partiti dalla Sep invece la cosa sarebbe ancora più grave  perché ci troveremmo di fronte a un vero e proprio sversamento illecito di rifiuti. Una cosa è certa occorre che si verifichi al più presto cosa sta accadendo accanto alle nostre case prima che sia troppo tardi”.

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