sabato 12 Settembre 2026,

Cronaca

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Case della Comunità e ospedali senza personale: il paradosso denunciato dal dott. Cataldi

scritto da Redazione
Case della Comunità e ospedali senza personale: il paradosso denunciato dal dott. Cataldi

Il medico di famiglia di Fondi: strutture e finanziamenti non bastano se manca chi ci deve lavorare. E l’ospedale San Giovanni di Dio ne è la prova più evidente

Il dott. Vincenzo Cataldi, medico di famiglia a Fondi e da sempre attento osservatore delle vicende sanitarie del territorio, punta il dito su un problema che ritiene centrale e finora poco approfondito: a cosa serve aprire nuove strutture sanitarie se non si affronta prima il nodo del personale?

È il caso delle “Case della Comunità”, che la Regione Lazio sta avviando con i finanziamenti del Pnrr. Progetti annunciati con enfasi, sottolinea Cataldi, ma privi di una risposta chiara su chi dovrà effettivamente farle funzionare. Un’incognita che rischia di trasformare investimenti importanti in strutture vuote o comunque non pienamente operative.

L’esempio più concreto, secondo il medico, è sotto gli occhi di tutti: l’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, progressivamente svuotato di personale e ridotto a un ruolo marginale nell’offerta sanitaria del territorio. Un caso emblematico che dimostra come la carenza di organico non sia un rischio futuro legato alle nuove Case della Salute, ma una realtà già in atto, capace di rendere irrilevante anche un presidio ospedaliero radicato nella comunità.

Per il dott. Cataldi, il messaggio è netto: senza personale, nessuna struttura — vecchia o nuova che sia — può davvero rispondere ai bisogni di salute del territorio.

Di seguito il suo breve ma significativo scritto. (everardo longarini)

Rocca farà di più, si fermerà anche personalmente a visitare l’ospedale di Fondi, per rendersi conto di persona di una sanità che non funziona, e che prima di tagliare nastri, bisognerebbe dare ai cittadini, non fantomatiche case della salute, ma risposte certe ed efficaci. Fate funzionare le strutture esistenti, date possibilità ai cittadini di potersi curare, pagate gli stipendi a chi lavora e si sacrifica per dare appuntamenti, quotidianamente, rischiando la propria incolumità per le lungaggini delle liste di attesa. Pensavo che dopo d’Amato e Zingaretti ci potesse essere un definitivo ed effettivo cambio nelle problematiche della sanità. Sono un povero illuso. Ma chi governa una Regione deve assumersi le proprie responsabilità. I malati e le famiglie dei lavoratori, che attendono lo stipendio, meritano rispetto. Il resto è politica, ma quella becera”.

Dr. Vincenzo Cataldi

Medico di famiglia

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