sabato 08 Agosto 2026,

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Azienda Speciale Terracina, le opposizioni ricorrono al Prefetto: “il Consiglio Comunale per l’Azienda Speciale “s’ha da fare”

scritto da Redazione
Azienda Speciale Terracina, le opposizioni ricorrono al Prefetto: “il Consiglio Comunale per l’Azienda Speciale “s’ha da fare”

I gruppi di minoranza del Comune di Terracina hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto di Latina, denunciando quella che definiscono una violazione delle prerogative dell’assemblea civica.

Al centro della vicenda c’è una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale presentata dalle opposizioni lo scorso 1° giugno, per discutere della crisi dell’Azienda Speciale Terracina e valutare l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dallo Statuto dell’ente. Il regolamento consiliare fissa in venti giorni il termine massimo per convocare la seduta in questi casi, ma il termine è scaduto senza che l’Aula sia stata riunita: si è svolta solo la Commissione competente, che secondo le minoranze non può sostituire il dibattito pubblico in Consiglio.

Le criticità segnalate riguardano soprattutto la governance dell’Azienda Speciale. Dopo due bandi andati deserti per il Direttore Generale, l’ente ha avviato una procedura per nominare un direttore provvisorio, ma le opposizioni lamentano di non aver ricevuto la documentazione su incarico, contratto e compenso. Pesano inoltre i bilanci 2024 e 2025 ancora non approvati, con ricadute anche sulla contabilità comunale, oltre alle tensioni sindacali sfociate nello stato di agitazione del personale.

Nella lettera al Prefetto, le minoranze chiedono che venga verificata l’eventuale sussistenza dei presupposti per i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 21 dello Statuto dell’Azienda, sottolineando che la questione non è politica ma di rispetto delle regole e di tutela dei servizi rivolti ai cittadini più fragili.

I capigruppo di Partito Democratico, Sinistra Italiana, Progetto Terracina e Forza Italia hanno espresso posizioni convergenti: Pierpaolo Chiumera (PD) parla di difesa del ruolo del Consiglio più che di scontro politico; Gaia Pernarella (SI) denuncia anni di “gestione opaca” nonostante il nuovo Statuto approvato all’unanimità; Alessandro Di Tommaso (Progetto Terracina) rivendica il dovere di controllo su un ente che gestisce milioni di euro pubblici; Valentina Olleia (FI) chiede il rispetto della legalità istituzionale, senza volerne fare “una battaglia contro qualcuno”. (e.l.)

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